Tra menhir e antiche masserie, nel Basso Salento, la cittadina di San Donato festeggia il Santo Patrono il 6 e il 7 Agosto di ogni anno. San Donato in vita è stato un uomo dalle qualità morali speciali, eccezionali, che si riteneva avesse una relazione con il soprannaturale, la divinità, e che ha dedicato la sua vita, e spesso l’ha sacrificata, alla religione, predicando e creando comunità religiose. Ecco perchè in questo affascinante paesino del Sud Italia viene ricordato con particolare devozione.

San Donato è un Santo a cui la ridente cittadina salentina pare estremamente devota. Venne definito “confessore”, termine che nell’antichità designava chi aveva molto sofferto per la fede. Papa S. Gregorio Magno lo definisce infatti “padre nella fede”.
Le passioni che ne raccontano la vita e il martirio, quasi sempre un misto di notizie, storielle, episodi leggendari e suggestivi racconti edificanti, sono gli inevitabili punti di riferimento per i fedeli di San Donato, come quello di san Beda il Venerabile, e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine.
La grande devozione che il Santo ha avuto nel mondo antico è dovuta soprattutto alla sua fama di santo dei miracoli: in ogni sua grandiosa opera si realizzano le parole di Gesù  “Mi ha mandato a proclamare ai prigionieri la liberazione”.
Una leggenda racconta che Eustasio, esattore delle tasse, doveva partire per un lungo viaggio ed affidò così alla moglie i soldi riscossi perche li custodissse fino al suo ritorno. Purtroppo quando Eustasio ritornò, la moglie era morta e dei soldi nessuna traccia. Accusato di furto viene incarcerato in attesa dell’esecuzione capitale. Donato, avvertito del fatto, si recò alla tomba della donna e si fece dire dove erano nascosti i soldi: li aveva messi sotto la soglia della porta di casa e lì vennero ritrovati.
San Donato viene anche visto come difensore delle vedove e degli orfani, in relazione all’episodio secondo il quale un pover’uomo aveva contratto un debito con un usuraio; quando morì l’usuraio si presentò alla vedova, ma Donato interrogò il morto e questi alzatesi dalla bara testimoniò di avere già rimesso il debito.
Ma il miracolo più importante di S. Donato è quello del calice: un giorno durante la celebrazione eucaristica, alcuni pagani irruppero nel luogo della celebrazione e gettarono a terra il calice che essendo di vetro andò in frantumi. Donato raccolse i pezzi nel corporale e il calice miracolosamente si ricompose, ma un pezzo del fondo era stato portato via dal diavolo: eppure il calice, miracolo ancora più grande, tratteneva il liquido senza versarlo.

Una suggestiva processione perte dalla Chiesa Matrice della Resurrezione del Signore,
caratterizzata dal bellissimo ed elaborato portale barocco sormontato appunto dalla statua di San Donato Vescovo; ai lati due nicchie accolgono le statue di San Pietro e Paolo.
Nel transetto all’interno accanto al bellissimo altare di San Donato, i fedeli si riuniscono per pregare il Santo, in occasione della festa ad Egli dedicata: avendo una relazione speciale con Dio, San Donato viene visto come intercessore tra gli esseri umani e Dio, come protettore per i vivi.
Il concetto di santo come persona dalle qualità perfette esiste in molte religioni del mondo, ma nella religione cristiana l’iniziale riconoscimento popolare di qualità speciali per questo uomo considerato sacro, è stato riconosciuto ufficialmente.

Nei pressi del maestoso Palazzo Ducale una suggestiva festa ricorderà San Donato, che già compare nel Sacramentario di Papa Gelasio (492-496), il primo messale della Chiesa di Roma, tra un numero ristretto di santi, al 7 di Agosto. E proprio in questa data, in Salento, con una festa che si arricchirà di luminarie e bancarelle, verrà ricordato.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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