A Specchia il presepe vivente e la sagra della pittula

A Specchia il presepe vivente e la sagra della pittula, 24-12-2012, Specchia

Le stagioni nelle grandi città passano senza lasciare un segno, un cenno, un ricordo. A Specchia, nel cuore del Salento, invece le stagioni vengono anche associate alle festività, alle tradizioni, all’arte culinaria, alla religiosità.
Basta varcare la soglia della Puglia ricca di suo per i monumenti che possiede, e si scopre di essere circondati dalla storia, dalla cultura, dai cibi, dalla natura, che formano un tutt’uno con la gente del posto quando si preparano dolciumi tipici o ci si aggrega dietro un simulacro o dietro costumi d’epoca per rievocare antiche tradizioni popolari.

Le pettole, antichissimo dolce salentino, introducono il vero e proprio periodo natalizio a Specchia. In questa zona, in cui la tradizione della pettola è ancora molto sentita, si preparano nel giorno della vigilia di Natale, per poi essere riproposte il 25 Dicembre.
Scoprire il Salento è anche questo: scoprire le tradizioni di un grande passato per riviverlo e sognare che possa ritornare.

Nella zona leccese del Salento, la prima frittura delle pettole avviene l’11 Novembre, giorno in cui si celebrano San Martino e, secondo la tradizione, la fine del periodo di fermentazione del mosto che coincide quindi con l’arrivo sulle mense del vino nuovo o novello. A Specchia è consuetudine prepararle il 24 Dicembre, talvolta recitando preghiere.
Possono essere rustiche o dolci, semplici o ripiene, e spesso vengono usate in sostituzione del pane, oppure come antipasto. La forma può essere quella della pallottola oppure di una ciambella.

Il Natale in Salento è sempre stato un tema ricorrente nelle varie rappresentazi artistiche come per esempio la pittura; in effetti, la Natività è stata rappresentata in alcuni esemplari di pittura sul vetro presenti in collezioni private, e molti quadri delle chiese di Specchia ricordano tale evento religioso. Ma ancor di più il Natale in Salento significa dolci.
Una simpatica leggenda descrive le origini del dolce detto “pittula” in dialetto leccese, narrando la storia di una donna che, la mattina di Santa Cecilia, si alzò come di consueto per preparare l’impasto del pane, ma, durante la lievitazione, fu distratta dalle melodie degli zampognari e iniziò a seguirli per i vicoli della città; al ritorno a casa si accorse che l’impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane. Per sfamare i bambini mise a scaldare dell’olio e cominciò a friggere dei pezzettini della pasta lievitata, improvvisando così la preparazione di queste rinomate palline soffici e dorate. Le chiamò “pettel” pensando ad una versione più piccola della focaccia che in dialetto si chiama “pitta”.

Oggi gli ingredienti per preparare le pettole sono farina, lievito di birra, sale, acqua e olio extravergine di oliva: occorre impastare a lungo la farina aggiungendo il lievito, un po’ di sale e acqua, e ottenere un impasto abbastanza morbido. Dopo un’ora, a lievitazione ultimata, si lasceranno cadere dei pezzi di impasto nell’olio bollente e si friggeranno fino a raggiungere una colorazione dorata. Alla fine si ricopriranno di zucchero o di miele o di vincotto. I profumi che si sentiranno per le vie di Specchia, saranno perciò irresistibili.

Accanto a questi profumi, la sera del 24 Dicembre 2012 a Specchia ci sarà anche la rappresentazione del suggestivo Presepe vivente. Rappresentazione iconografica per eccellenza del Natale in Salento, è infatti il presepe vivente che assume il duplice scopo di esemplificare gli sviluppi della società che l’ha prodotto nonchè esprimerne il sentimento religioso.
Verrà allestito nella scenografia naturale del medievale borgo antico, risalente al XVI secolo, in un percorso che attraverserà antiche case, riaperte per l’occasione, ed anche vicoli e corti, illuminati da originali fiaccole, in un itinerario coinvolgente e spettacolare, che da via Ferrante Gonzaga, detta dagli specchiesi “rua ranne”, porterà verso Via Gongolicchio, via Corte dei Fiori e Via Mura di Ponente, l’antico confine del paese.
Gli elementi costitutivi di tale simbolo natalizio a Specchia traggono la loro origine non solo dai Vangeli Canonici, ma anche da quelli apocrifi non accettati dalla Chiesa, unendo dunque al fascino del presepe vivente, anche il magico profumo delle pettole.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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