Il teatro Abeliano di Bari presenta Due ma non due

Il teatro Abeliano di Bari presenta Due ma non due, dal 14-2-2013 al 16-2-2013, ore 21.00, Bari

Va in scena al teatro Abeliano di Bari, per ben tre repliche in serate diverse, “Due ma non due”, tratta dalla novella pirandelliana “O di uno o di nessuno”; forse non è fra le commedie più belle di Pirandello, nè fra quelle teoricamente più interessanti, ma con questa rappresentazione teatrale si vuol  sottolineare soprattutto  la definizione della poetica pirandelliana, in quanto passa in rassegna le diverse concezioni dell’umorismo dell’essere umano.

Si racconta infatti, per la regia di Marinella Anaclerio, di due giovani, che per motivi economici decidono di mantenere un’ amante in comune, frequentandola a turno. Tutto va bene, fino a quando lei non resta incinta, senza saper dire di chi dei due sia il bambino. Gli amici prendono ad odiarsi per gelosia e invidia, lasciando a sé stessa la madre, che morirà di parto.
Sul palcoscenico si alterneranno Luca Buonocunto, Simone Castano, Ernesto de Stefano, e la bravissima Marzia Pellegrino; alla fine il bambino verrà conteso con violenza dai due ex amici, ma verrà preso da un vicino di buon cuore, che ha appena perso il suo.
Gli attori scelti, faranno uscire tutto ciò che la commedia ha di buono e di autenticamente pirandelliano: il trattamento dei dialoghi e delle situazioni, e qualche monologo di riflessione.

Trovandosi a metterla in scena per il Teatro Abeliano di Bari, la Compagnia del Sole deve aver pensato che fosse necessario rimpolpare un pochino la novella di Pirandello, aggiungendo una serie di colpi di scena che fanno parte del copione di altri testi, e soprattutto altri allestimenti.
Questa rappresentazione teatrale, così come modificata, appare fondamentale per la definizione della poetica pirandelliana, in quanto passa in rassegna le diverse concezioni dell’umorismo che hanno contraddistinto secoli e culture differenti.
Nella sua novella, Pirandello esprimeva la sua personale riflessione caratterizzando l’umorismo come quel particolarissimo sentimento umano che permetteva all’artista di svelare la realtà, lasciando emergere dietro le parole, quel sentimento del contrario che smascherava il disordine e la sofferenza che vi si celano.
L’umorismo, per Pirandello, era il sentimento del contrario, ben distinto dal comico, che veniva visto invece come un avvertimento del contrario.
In questa brillante commedia teatrale, il pubblico non avvertirà il lato comico, non noterà l’atteggiamento dei personaggi principali come estraneo ai propri criteri di giudizio e per questo non ne riderà dell’anomalia; in questa commedia prevarrà l’umorismo, e il pubblico di Bari, di ogni personaggio comprenderà le intime motivazioni, e per questo potrà provare compassione.

Ci si interrogherà alla fine su cosa sia la paternità, cosa sia l’amicizia, cosa sia l’amore, il tutto condito da sottile umorismo; si vedrà come sia semplice “scomporre” la realtà, mettendo in crisi quella costruzione della logica che porta a ritenerla come un universo compatto, organico, pienamente comprensibile. La figura della donna in scena, rappresenta l’ oppressione femminile, e bellissimo è il monologo finale in cui la ragazza rivendica il figlio come suo e non degli amanti, monologo ripetuto due volte, la prima come preghiera, la seconda come urlo di rivolta nel bel mezzo della platea.

Un Pirandello brillante dunque e dichiaratamente femminista, che voleva rappresentare una società che opprime le donne, e che il suo teatro non è mai naturalistico, ma sempre consapevole dei suoi livelli di finzione.

Per info:
Teatro Abeliano
Via Niccolò Piccinni, 24
70122 Bari
Tel. 080 542 5924

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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