A Pietramontecorvino la processione di Sant’Alberto

La festa di Sant’Alberto, è un excursus lungo i sentieri della tradizione popolare, un universo la cui esistenza passa dal folklore alla poetica della tradizione popolare, dai rituali ai culti religiosi. Sant’Alberto, nacque all’inizio dell’XI secolo a Planisio, nei pressi di Montecorvino, questa ridente cittadina in provincia di Foggia.
La festa di S. Alberto si celebrava a Pietra Montecorvino il 5 aprile ma veniva spesso impedita dai riti della Settimana Santa o delle teste pasquali, per cui, per ordine del cardinale Orsini, nel 1713 si stabilì che si celebrasse in data differente.
La processione del 16 maggio, nel 2012 compirà ben 124 anni: contiene molti elementi della identità di Pietramontecorvino e, più in generale, del patrimonio appartenente alla cultura contadina.
Il pellegrinaggio a Montecorvino è un racconto che si rinnova anno dopo anno dal 1889, col testimone che passa di generazione in generazione da oltre 100 anni.

Sant’Alberto è molto caro agli abitanti di Montecorvino. Nel 1889, in seguito ad una grave siccità, il popolo invocò l’aiuto del Santo Patrono con processioni all’interno del paese. La tradizione vuole che S. Alberto, apparso in sogno ad alcuni cittadini di Pietra, consigliasse di effettuare un pellegrinaggio penitenziale ai ruderi di Montecorvino. Così il 16 maggio 1889 il popolo di Pietra, insieme ai fedeli provenienti da Motta e Volturino, si incamminò verso Montecorvino con la Statua di S. Alberto portata a spalla. La pioggia tanto desiderata arrivò subito dopo il ritorno in paese, come affermarono gli stessi agricoltori, quell’anno si raccolse “più grano che paglia”. Da allora, ogni anno, il 16 maggio la statua di S. Alberto viene portata in processione a Montecorvino fino ai ruderi dell’antica Cattedrale.

Da allora sono cambiati gli abiti, i costumi, le tecnologie, i volti e le persone che partecipano al rito, ma l’evento non ha mai smarrito il filo conduttore che lo caratterizza dalle sue origini: il legame tra la terra e il cielo simboleggiato dai palii addobbati e variopinti protesi verso l’alto.

La vita di Sant’Alberto fu improntata sin da ragazzo alla preghiera e al digiuno tanto che alla morte del vescovo Beato, il clero elesse all’unanimità Alberto come nuovo vescovo; egli inizialmente non accettò tale responsabilità fu quasi costretto, ma volle essere consacrato solo dopo l’ampliamento ed il restauro della Cattedrale. La tradizione tramanda diversi miracoli di Sant’Alberto ancora vivente, si dice che giungevano a Montecorvino fedeli da tutto il regno normanno per chiedere grazie al santo vescovo.

E così ogni anno il 16 Maggio dal borgo, di buona mattina, una lunga processione di donne, uomini e bambini si mette in cammino. Centinaia di persone sono precedute da enormi palii. I fusti d’albero sono addobbati con fazzoletti variopinti e vengono portati a braccia, eretti, con l’aiuto di lunghe funi. Il pellegrinaggio diventa una carovana di colori che, grazie all’altezza e al corredo di scialli dei palii, rende visibile il suo procedere anche a molti chilometri di distanza.
Nel mezzo, tra i palii e il popolo dei fedeli, c’è la statua del santo che unisce tre paesi: la città e la diocesi di Montecorvino onorarono il loro Santo Vescovo con culto pubblico sin dalla sua morte. In seguito alla definitiva distruzione di Montecorvino il culto di S. Alberto fu continuato dai cittadini di Pietra Montecorvino, Motta Montecorvino e Volturino che avevano raccolto l’eredità e la memoria storica dell’antica Montecorvino.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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