Amleto

Al Teatro Kismet Opera di Bari, la stagione di prosa continua proponendo l’Amleto.
La regista Maria Grazia Cipriani guida i suoi attori nella più grande tragedia di Shakespeare: non si tratta di un libero adattamento, ma di sintesi rigorosa: la tragedia di Amleto infatti è la più lunga tra le opere di Shakespeare, e rappresenta una svolta nello sviluppo spirituale ed artistico dell’autore soprattutto tramite dei dialoghi che raggiungono all’interno dell’opera un’intensità di significato difficilmente ripetuta in passato.
Alex Sassatelli, Elsa Bossi, Giacomo Vezzani, Nicolò Belliti, Giacomo Pecchia, Carlo Gambaro, Andrea Jonathan Bertolai interpreteranno i personaggi principali lasciando intatta quelli’intensità dovuta soprattutto ai giochi di parole di Amleto, aventi sempre significati molteplici, che lo rendono probabilmente uno dei personaggi che meritano più attenzione all’interno del panorama teatrale.

La vita di Shakespeare è ben nota: già nel 1592 era un drammaturgo affermato e lavorava per alcune compagnie teatrali. Nei due anni successivi quando i teatri restarono chiusi a causa di un’epidemia di peste, Shakespeare si dedicò alla composizione dei poemi Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia. Socio dei Chamberlain’s Men, e socio del nuovo teatro “The Globe” nel 1599, compose la sua opera più grande, l’Amleto.
E’ quest’opera che verrà rappresentata a Bari tra le magnifiche scene e i sontuosi costumi a cura di Graziano Gregori.


Il padre d’Amleto, re di Danimarca, è morto; sua madre, si è risposata col cognato Claudio che così ha usurpato il trono al nipote. Ma il fantasma del padre appare ad Amleto, rivelandogli di essere stato avvelenato dal fratello Claudio e chiedendo di vendicarlo. Il giovane principe promette vendetta, ma cade in una profonda prostrazione e in una paralizzante malinconia. Per smascherare lo zio e portare a esecuzione il suo piano senza destare sospetti, Amleto si finge pazzo, però avvolgendosi egli stesso nelle spire della follia, che viene attribuita a corte al suo amore per Ofelia, figlia dell’infido consigliere Polonio, una fanciulla da lui corteggiata, prima , ma ora respinta con estrema crudeltà.
Per mettere a nudo le colpe di Claudio, Amleto fa rappresentare al castello un dramma (l’assassinio di Gonzago), adattato in modo da riprodurre quello del padre. Claudio, fortemente turbato, fa interrompere la rappresentazione, mentre si addensano i sospetti su Amleto. Quando, dopo un burrascoso colloquio con la madre, Amleto uccide Polonio, il re decide di sbarazzarsi di lui e lo invita in Inghilterra con l’intento di farlo assassinare. Però Amleto scampato all’agguato, torna in Danimarca, quando Ofelia si è uccisa per il dolore.
Sulla scenta a Bari, tra le musiche di Hubert Westkemper, verrà infine presentato il tragico epilogo: durante un duello cavalleresco, proposto da Claudio col falso scopo di pacificare i due giovani, Amleto è ferito mortalmente dalla spada (avvelenata dal re) di Laerte, ma riesce a uccidere a sua volta Laerte e Claudio; anche la madre muore per aver bevuto da una coppa di vino avvelenato, destinata al figlio.

Il pubblico pugliese, noterà in Amleto la natura conflittuale dell’uomo, che in questa rappresentazione è perfettamente sintetizzata. Non appena la scena inizia, Amleto ha appena completato gli studi, è figlio di un grande re e suo diretto discendente al trono, e tutto ciò sembra esaltare la natura stessa dell’uomo, come si evince da uno dei suoi primi monologhi riporatato par colere della regista: “Che capolavoro è l’uomo! Nobile d’intelletto, dotato d’una illimitata varietà di talenti; esatto nella sua forma e in tutti i suoi atti; compiuta, ammirevole creazione: pari a un dio nella mente, e nell’azione a un angelo. Lui, la bellezza del mondo. Lui, la misura di ogni animata cosa!”.
Ma, in contrasto con quanto detto in precedenza, conclude con questa pessimista nota malinconica: “Ebbene, per me non è che una quintessenza di polvere. L’uomo non m’incanta”.

L’opera che si svolgerà sullo splendido palcoscenico di Bari, non offre verità etiche o morali, ma mostra la vita da una prospettiva molto più ampia di quanto sia mai stato fatto in precedenza; una prospettiva in cui l’uomo si interroga, analizza se stesso, ragiona e soffre sotto una continua pressione emotiva. Un uomo che si interroga, prima ancora che sugli avvenimenti correnti, sui misteri della sua stessa natura. Una simile visione della vita si allontana dal semplice concetto di tragedia, diventando prima ancora di un opera d’arte, uno schema sulla condizione dell’uomo.

Biglietti: € 20.00 / € 15.00;
Per info:
Teatro Kismet OperA, Bari
ore 21.00
Tel. 080.57976

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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