Antigone ovvero una strategia del rito da Sofocle, teatro a Taranto

Antigone ovvero una strategia del rito da Sofocle, teatro a Taranto, dal 30-1-2013 al 31-1-2013, Taranto

Il teatro resta uno dei pochi momenti attraverso i quali la comunità si ritrova a sentire e a pensare insieme, e a vivere sollecitazioni non soltanto intellettuali ma anche fisiche. Questo accade durante la rappresentazione di “Antigone ovvero una strategia del rito da Sofocle”, spettacolo che dopo essere stato presente nei maggiori teatri italiani, approda a Taranto alla fine del gennaio 2013. “Antigone” colpisce lo spettatore soprattutto per la straordinaria determinazione nell’affrontare un tema di sconcertante attualità, con una straordinaria comunicatività: il contrasto generazionale. Verrà posto essenzialmente l’accento sul fatto che nessuno può togliere la libertà di rinunciare a tutto, anche alla vita, per difendere un credo.

Elena Bucci e Marco Sgrosso rappresentano questa tragedia di Sofocle in cui il tema di fondo è il contrasto tra Antigone (interpretata da Elena Bucci), Ismene e Emone, che sono contro Creonte, interpretato da Marco Grosso, che rappresenta la superbia e l’arroganza.
Il pubblico tarantino ammirerà il fatto che l’origine del dissidio è un gesto religioso, e ammirerà Antigone, metafora della condizione della donna.
Sostanzialmente la trama tratta di Antigone che vuole dare sepoltura al corpo del fratello, ma Creonte, che lo considera un traditore, si oppone a questo atto di pietà; Antigone sacrificherà la propria vita per amore di giustizia e di libertà.

Oltre a Elena Bucci e Marco Sgrosso sul palcoscenico saranno presenti altri nomi di grande calibro, quali Daniela Alfonso (Corifeo), Maurizio Cardillo (Tiresia/Corifeo), Nicoletta Fabbri (Ismene/Coreuta), Filippo Pagotto (Emone/Coreuta), Gabriele Paolocà (Guardia/Coreuta),
tutti facenti parte della compagnia “Le belle bandiere” fondata nel 1992 dalla stessa Elena Bucci e da Marco Sgrosso, specializzati in rilettura di testi classici in chiave contemporanea, attraverso l’utilizzo di un linguaggio teatrale vicino alla sensibilità del tempo attuale.
Il linguaggio del corpo, le posture, i gesti, i movimenti che da soli raccontano, terranno compagnia agli spettatori esaltando il valore della tragedia rappresentata.
Magnifico il ruolo del coro, composto da un gruppo di attori che indossano una maschera e disvelano il volto solo quando interpretano diversi personaggi dell’opera.

Gli eterni conflitti tra legge ed etica, tra pietà e necessità, tra potere e libertà, tra amore e ragione, tra lucidità e cecità, tra buon senso e utopia, saranno i protagonisti di questa tragedia al Teatro Tatà, in cui la scenografia sarà affida a un gruppo di sedie: ogni cambio di scena viene fatto semplicemente dislocando le sedie da una parte all’altra del palcoscenico.
Grazie alla superba regia di Elena Bucci e Marco Grosso, questa grande tragedia di contrasti viene portata sul palcoscenico: a cominciare dal nucleo primario che oppone la ragione del cuore di Antigone alla ragione di stato di Creonte. Al Tatà si consumerà lo scontro tra la pietà di Antigone, donna e sorella, e l’inflessibile rigore di Creonte, uomo e sovrano, in uno spettacolo sublime.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *