Arrangiati Pinocchio

Il 7 Febbraio 2012 al Teatro Kennedy di Fasano si parte dall’ intreccio di un testo classico per crearne una trama originale. La soluzione ha funzionato sempre, e stavolta, con rielaborazione e regia di Dante Marmone, “Arrangiati Pinocchio” non deluderà.

Si tratta infatti di una rivisitazione in un’ottica più attuale della famosa fiaba di Collodi. I personaggi sono gli stessi già conosciuti nell’originale, ma con caratteristiche differenti. Pinocchio è infatti un ragazzino disadattato, e un susseguirsi di scenette esilaranti scandiranno i passaggi di una storia dove Geppetto assume le fattezze di un falegname incapace di sbarcare il lunario, perso nei suoi infiniti debiti e con un figlio da far crescere, facendosi promettere che sarà un bambino “per bene”, ubbidiente e studioso, bastone della vecchiaia del suo genitore.

Pinocchio,  ignaro di sé stesso e di tutto quanto lo circonda, è quel bambino così speciale, trasformato da tronco in essere umano dalla Fata Turchina: essa in realtà una chiromante ciarlatana interpretata da Tiziana Schiavarelli che altro non è che una di quelle maghe che si intravedono spesso in tv.

I personaggi della favola vengono riattualizzati in modo ironico, mettendo insieme truffatori, mestieranti e prostitute. E così succede che il Gatto e la Volpe, sul palcoscenico di Fasano, rimarranno vittime del loro stesso inganno.
In questa rappresentazione, in Pinocchio si vede un eroe della libertà, disponibile a ogni richiamo dell’avventura e della fantasia contro le lezioni esplicite o occulte dei moralisti. Pur mantenendo il principio repressivo (ritrasformare Pinocchio in burattino ogni volta che non si comporta a modo), il regista lo condanna e con un Pinocchio in carne e ossa mette meglio a fuoco il conflitto tra libertà (del bambino) e autorità (degli adulti).

Il Grillo Parlante, in questa splendida commedia è rappresentato come un fastidioso tuttologo: tutta la rappresentazione teatrale, al di là della facile morale costituita dalla condanna delle bugie fanciullesche, delle monellerie che provocano il dolore dei genitori, della scarsa volontà che contraddistingue il somaro o del mancato ascolto delle raccomandazioni familiari che determina sempre scompensi nell’equilibrio del bambino ribelle, ruota intorno al concetto della ricerca di una precisa identità e della consapevolezza di ciò che si è nel mondo.

Mangiafuoco sarà un burbero con fare paterno che tutto sommato aiuterà Pinocchio, che è diviso dagli altri fanciulli da una disparità, dovuta al suo improvviso e repentino affacciarsi sul mondo, che lo rende inadeguato e bisognoso di conferme.

Il Paese dei Balocchi, in questa rappresentazione teatrale non è più un luogo, ma una prostituta che circuisce l’ingenuo Pinocchio; ma lo si osserva anche perplesso quando è costretto a svelare il suo analfabetismo di fronte alla perplessità degli adulti, che invece di comprendere il suo stato di neonato particolare ne stigmatizzano la condizione.

Sarà bello in quest’opera vedere come la formazione di Pinocchio, passa anche attraverso le disagiate condizioni in cui nasce, privo com’è non solo di una famiglia nel senso tradizionale del termine, ma pure di una stabile condizione finanziaria che gli eviti le prime marachelle, e le antipatiche conseguenze che lo contrappongono alle istituzioni. La povertà originaria di Pinocchio rappresentata in questa commedia, è una prospettiva particolare da cui vanno osservate le varie situazioni che coinvolgono il bambino/burattino, perché il bisogno contribuisce ad allontanare il soggetto dal raggiungimento dello scopo della piena consapevolezza di se stesso.

Ma il lieto fine è garantito:  Pinocchio riuscirà ad avere una famiglia vera e propria dopo che “mamma albera” tornerà a casa per riconoscere la sua creatura.

Fasano(Brindisi)
Teatro Kennedy, ore 20.30
ingresso a pagamento (dai 10 ai 18 euro)
Info. 080.4413150

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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