Bagnolo e la Sagra della purpetta

Il Salento ancora una volta regala una sagra indimenticabile: la Sagra della “purpetta”, la polpetta, che si svolgerà a Bagnolo.
Nei pressi della chiesa parrocchiale eretta in onore di San Giorgio Martire, tutto il paese si riunirà per la degustazione di questo prodotto tipico; nella storia di Bagnolo la tipicità non era certamente in questione: i prodotti alimentari erano per lo più il frutto dell’elaborazione delle materie prime disponibili in un luogo: le polpette venivano preparate all’interno di contesti socio-culturali sufficientemente limitati, la circolazione delle risorse era al massimo riservata ai ceti più agiati.
Oggi la polpetta di Bagnolo rappresenta il simobolo della cittadina stessa, tanto da dedicarle una intera sagra.

Il Palazzo della Famiglia Papaleo, farà da cornice a purpette al sugo, purpette di pollo piccanti, purpette di alici e zucchine, purpette con crema di lattughe,  purpette condite con sale, aglio, pepe nero, finocchio selvatico o altre erbe, pasta con purpette, purpette al pesto.
Le polpette, preparate quindi come la tradizione salentina comanda, verranno offerte sui vari stand allestiti appositamente a Bagnolo.
Quella di Bagnolo è una sagra aperta a tutti i turisti, anche gli stranieri che ogni anno affollano le coste salentine.
Caratteristica di questa sagra rinomatissima, sarà il piatto unico, in cui le polpette vengono accompagnate con condimenti sostanziosi a base di pasta, ortaggi o verdure tipiche del Salento. Trattandosi in ogni caso di un veicolo neutro, qualsiasi ingrediente può esservi accostato ed esserne esaltato, e il buon senso saprà dominare regalando ai turisti piatti deliziosi.

La serata della sagra sarà allietata da musicisti che si esibiranno nel tradizionale ballo della taranta: probabilmente la “taranta” di oggi può rappresentare una metafora per indicare tutto ciò che può nuocere, con il ballo come antidoto. Su un ritmo incessante, con accenti in battere e in levare, i temi della Pizzica saranno altresì presenti, come le tarantelle, in cui la danza è una mimica del corteggiamento suonata con la partecipazione dei ballerini con l’uso delle nacchere, in un ritmo lento e regolare.
Accanto al palco, altri prodotti tipici verranno offerti alla Sagra te la purpetta, come “Li Pizzi” cioè pane di grano condito con cipolla, pomodori e olive nere; maccheroni a scelta conditi con ricotta forte, pecorino, cacio ricotta, mollica fritta, peperoncino e sugo; il “Muersi” a base di fagioli, piselli, cime di rape e pane fritto; e poi ancora pucce di grano duro, frise, friselline, tarallini e tanti altri prodotti.
Non mancheranno stand che metteranno in bella mostra la più antica ed importante attività artigianale del paese che è quella dei cordai detti anche “zucari”; l’arte del cordaio basata sulla fabbricazione di sartie, gomene e corde di ogni specie, non solo per la marina salentina ma anche per le marine estere, ha radici millenarie. Le popolazioni insediate in Salento ebbero vocazioni non solo per l’agricoltura, ma anche per le manifatture ed per i traffici: lo sviluppo
dell’industria della corda basata sulla fabbricazione dei cordami ad uso principalmente delle
navi, fin dall’antichità fu favorito oltre dalle particolari qualità del terreno, dalla vicinanza di alcuni corsi d’acqua che presentavano un raro fenomeno: quello di decrescere durante
l’inverno ed aumentare di portata durante l’estate. La maggior piena si verificava da fine
giugno a fine agosto, proprio in coincidenza con i lavori di macerazione dei materiali per fare le corde; queste  fibre ricordano la forza  degli avi  che al culto del lavoro univano l’amore per i manufatti.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info {IMU_468_60}

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