Commemorazione dei Martiri di Otranto.

Una suggestiva commemorazione avviene ogni anno ad Otranto, alla fine di Luglio, per ricordare l’eccidio che avvenne nel 1480: il 28 luglio del 1480, un esercito di Turchi, assalì Otranto per saccheggiarla e conquistarla e commettendo ogni sorta di crudeltà. Fu allora che ottocento uomini coraggiosi, dopo aver rifiutato di convertirsi all’Islam, furono decapitati sul colle della Minerva.

L’abbazia di Casole venne distrutta.
I saraceni rimasero nella città per un anno, fino a quando gli aragonesi non entrarono nella cittadina e la liberarono; ricostruirono l’abbazia e le mura, riedificarono i conventi dei domenicani, di San Francesco e degli osservanti e, alla fine del XIV secolo, quello dei cappuccini.

La commemorazione dei martiri di Otranto, vuole ogni anno essere anche un momento di riflessione. Se ci si chiede quali sono quelle radici cristiane che non solo i cattolici, ma anche i laici, hanno il diritto e il dovere di difendere, si può rispondere che i frutti di queste radici, sono cattedrali, monumenti, palazzi, piazze, strade, ma anche musica, letteratura, poesia, scienza, arte.
Questa visibile mappa della memoria era fondamentale all’epoca per ricostruire Otranto.

La commemorazione inizierà il 31 Luglio 2012, per terminare il 13 agosto, giornata interamente dedicata alla commemorazione civile dell’eccidio di Otranto.  Il vero spirito del cristianesimo è combattere per la verità e per difendere le radici che affondano nei secoli luminosi del medioevo, e questo ben lo sapevano gli Ottocento Martiri di Otranto.
Una suggestiva processione formata dall’Arcivescovo, dalle autorità civili, militari e religiose, partirà dal palazzo comunale per giungere fino al “Monumento”, in piazza degli Eroi. Deporranno una corona di fiori, e infine verrà organizzata una veglia diocesana sul colle del martirio, per rinnovare il perenne messaggio di speranza e di impegno civile degli ottocento coraggiosi uomini.

La storia narra che il 14 agosto del 1480 i turchi ordinarono di uccidere tutti i superstiti di sesso maschile e d’età superiore ai quindici anni. Erano questi gli ottocento uomini coraggiosi che a gruppi di cinquanta, furono portati sulla collina detta “di Minerva”, quella che oggi è detta “collina dei Martiri” e vennero decapitati.
I loro corpi furono lasciati insepolti per un anno fino al 15 agosto del 1481, allorché, riconquistata la città dai cristiani, si poté degnamente onorare i loro resti. I “martiri di Otranto” furono beatificati in blocco nel 1771 e santificati nel 1983.

L’insegnamento che la vita spirituale è lotta, verrà particolarmente sottolineato durante la celebrazione ad Otranto: anche san Paolo, apostolo paticolarmente caro a tutto il popolo salentino,   spiega come la vita del cristiano è da combattere “da buon soldato di Gesù Cristo”.
Ogni anno, ad Otranto, lo spirito del martirio degli Ottocento, viene così solennemente ricordato: il martirio, come ogni sofferenza, presuppone il combattimento. La vita stessa di Gesù Cristo può essere considerata come un costante combattimento contro l’insieme delle forze ostili al Regno di Dio: il peccato, il mondo e il demonio.
Al termine della commemorazione, fuochi d’artificio di ogni colore e di ogni forma, illumineranno il cielo di Otranto, per ricordare un popolo che con il sangue ha testimoniato la propria fede.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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