Concerto jazz di Bobby Watson

Il compositore e sassofonista contralto Bobby Watson si esibirà a Taranto in un appuntamento attesissimo. Il 9 marzo 2012 infatti al Teatro Tatà insime a Richard Johnson al piano, Curtis Lundy al basso e Victor Lewis alla batteria, regalerà alla Puglia uno dei più bei concerti della stagione.
Il disco “Appointment in Milan” è ormai diventato un classico: una delle caratteristiche della musica di Watson è quella di riuscire gradevole anche a chi non ama particolarmente il jazz.

La musica di Watson porta un messaggio eccitante, pensato per scuotere ed esaltare in modo positivo chi ascolta: il suo jazz non è pensato per dimostrare quanto sia appassionato o quanto sia innovativo, ma per esprimere le melodie come avrebbe fatto un cantante, e di usare questi mezzi come trampolino per tuffarsi nel suo stile.

Watson ha alle spalle una notevole quantità di successi fin dai primi anni ’80, che mescolano destrezza e energia con una qualità che viene direttamente dall’anima: la produzione musicale di Watson ricopre una vasta gamma di espressioni e di ambientazioni.
Al Tatà si potranno ascoltare numerosi brani: dall’assolo di sax al gruppo completo, e anche progetti realizzati col gruppo Horizon (un quintetto diretto insieme al percussionista Victor Lewis negli anni ’90) e con i 29th Street Saxophone Quartet.
Alcuni brani mostreranno le radici religiose come il gospel contemporaneo “We Fall Down”.
In altri brani Watson abbraccia le calde armonie della terra in cui è cresciuto, gli Stati Uniti, come in “Landmarks Lost” (dedicata alle Torri Gemelle), e si addentra nell’inno funk con “Stanky P” (scritto dalla moglie Pam).
La malinconica “Postlude” è un interludio delicato, mentre l’allegramente ritmica “Faith in Action” fa parte di un ambizioso lavoro su commissione (The Afroism Suite) che Watson compose nel 1994 e col quale si è esibito a Vienna, e a Glasgow in Scozia.

Il lungo rapporto musicale di Watson col bassista Curtis Lundy, contribuisce senza dubbio al successo dei concerti; col bassista infatti ha diretto una band fin dai primi anni ’80 e ha inciso alcune registrazioni con l’etichetta che fondarono nel 1983, la New Note; furono i leader di un gruppo, e portarono avanti alcuni progetti per l’etichetta italiana Red Records.

In molti pezzi di Watson, il pubblico del Tatà potrà distinguere vari strati: la parte del basso spesso inizia seguendo il suo schema, poi interviene il piano con la sua melodia. Poi si intromette una chitarra con un nuovo motivo. Dopodiché entra in scena il sassofono magari con la melodia finale.
Per il pubblico sarà musica da ascoltare e su cui riflettere, e magari per abbandonarsi ai ricordi. Un buon mezzo per esprimersi e per mettersi in relazione con la gente.

Inizio Spettacolo ore 21