Fanoje di San Giuseppe, San Marco In Lamis

La festa di San Giuseppe il 19 marzo  è una ricorrenza religiosa molto sentita dai fedeli ma anche dai bambini che dedicano ai loro padri poesie, frasi, disegni, lavoretti e bigliettini di auguri. I più fantasiosi preparano anche delle lettere, o cantano delle canzoni e simpatiche filastrocche o spediscono sms dolci o addirittura acquistano regali per il proprio papà.
A San Marco, nel tempo,  Giuseppe è diventato il modello del padre e dello sposo per la sua devozione alla Madonna ed al figlio, e per la Chiesa è l’esempio dell’uomo ideale, che sa obbedire al volere divino assumendosi responsabilità verso il prossimo rinunciando anche a propri diritti.

Il culto di San Giuseppe, padre putativo di Gesù, a San Marco in Lamis si è affermato solo all’inizio del Medioevo. Tra l’altro nei Vangeli solo Matteo e Luca parlano di Giuseppe, indicandolo come il promesso sposo di Maria e, come lei, discendente della stirpe di David. Maria e Giuseppe, un artigiano, si sposarono con rito ebraico, che avveniva in due tempi: con il fidanzamento la donna restava nella propria casa, pur passando sotto la potestà del marito; trascorso normalmente un anno si celebravano le nozze ed un corteo accompagnava la sposa alla casa dello sposo, dove si svolgeva il pranzo nuziale. Se nel periodo di fidanzamento nascevano dei figli essi erano considerati legittimi, a meno che non fosse manifesto il tradimento. Giuseppe e Maria si trovavano proprio nel periodo di fidanzamento quando l’Arcangelo Gabriele annunciò alla Vergine il concepimento, per opera dello Spirito Santo.

Il simbolo principale della festa a San Marco, è rappresentato dalle “fanoje”; altri simboli legati a questa festa a San Marco, sono: la palma, che si associa alla Madonna, ed è anche un simbolo di pace; la mano, il bastone e la barba di San Giuseppe;  il serpente, che rimanda al peccato, di cui si macchiò Giuda il traditore; e poi il martello e la scala, che alludono alla Crocifissione.
A San Marco  per la ricorrenza, si preparano le “zeppole”: in verità tutti questi dolci fritti li possiamo ritrovare su tutto il territorio italiano, con varianti dovute alle diverse condizioni economiche ed agricole.

A San Marco in Lamis in questa festività davanti alle chiese, ove è festeggiato il santo, e in quasi tutte le strade si accendono le fanoje, dei grandi fuochi con l’intento pratico di fare festa cantando, ballando, mangiando, pregando, riscaldandosi e stando insieme attorno al fuoco.
Il fuoco scalda e invita a socializzare e alla festa religosa si associa anche la tradizionale “Cuccagna”, un antico gioco di piazza che consiste nell’arrampicarsi su di un palo, reso scivoloso dall’aggiunta di grasso, in cima al quale si trova un ricco premio.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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