Festa della Madonna della Coltura a Parabita

La Patrona della cittadina di Parabita, è la Madonna della Coltura, abbreviazione di Madonna dell’Agricoltura. Fin dal 1913 il vescovo di Nardò, posela prima pietra, dando inizio alla costruzione del Santuario che fu pronto nel 1920.
La Basilica Santuario affiancata da un imponente campanile, che oggi custodisce il prezioso monolito bizantino del XI-XII secolo, raffigurante la Vergine con il Bambino divino, tanto caro agli abitanti di Parabita, venne poi completamente demolita per lasciare il posto all’opera del brillante architetto parabitano, Napoleone Pagliarulo.
In uno dei rifacimenti, la sacra Immagine venne nascosta: fu costruito infatti un’ogiva  che, incorniciando la Madonna ed il Bambino, ridusse la visione dell’intera immagine. Questa rimase così sino alla costruzione del nuovo santuario, quando, per demolire l’ovale e predisporre il monolito al trasferimento provvisorio presso la chiesa madre di Parabita, in vista di quello definitivo, l’immagine apparve in tutto il suo splendore.


Gli abitanti di Parabita venerano la Madonna della Coltura, tanto da dedicarle una festa solenne, legata a storia, verità e legende: la leggenda infatti vuole che un contadino, mentre arava un campo con dei buoi, trovasse in mezzo alla terra un monolite affrescato raffigurante una Madonna con il Bambino. Il paese, avvisato del ritrovamento, portò in processione l’icona sacra nella chiesa del paese, ma il giorno dopo la pietra scomparve. Fu ritrovata fuori le mura, vicino ai campi e i parabitani decisero di costruire in quel luogo un santuario.

Alcuni ritengono che Cutura derivi da Cullura, il nome dialettale del pane. In particolare la Cuddura è una torta di pane variamente decorata con uovo, tipica del periodo pasquale. La Madonna della Basilica è dunque intesa come protettrice dei campi o del pane.

In ogni caso, Parabita si prepara con luminarie e fuochi artificiali alla festa che si volgerà in onore della Madonna. A dire il vero la preparazione alla festa è lunga e laboriosa, e comincia molte settimane prima, dedicando giornate alla festa di coloro che portano il nome di Colturo e Coltura, giornate dedicate ai vedovi, ai volontari, alle donne in attesa, ai contadini, ai malati. La sentita e partecipata devozione del popolo parabitano alla Madonna della Coltura è testimoniata anche dall’afflusso alla Processione sacra che si tiene in questa occasione, mentre la statua della Madonna viene portata a spalla dai fedeli.
Alla fine del 1700, Felice Cataldo Scerzo fece realizzare per sua devozione la statua che tutt’oggi viene portata in processione e della quale, dopo ripetuti rimaneggiamenti, nel 2005 un restauro scientifico ed accurato, l’ha riportata al suo antico splendore.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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