Festa di S.Gregorio ad Acquarica del Capo, tra passato e presente

Festa di S.Gregorio ad Acquarica del Capo, tra passato e presente, 14-1-2013, Acquarica del Capo

Un tempo in Salento le feste cristiane traevano origine da antichi e pagani riti messi in campo per combattere i fenomeni naturali contro i quali l’uomo era sempre stato indifeso, impotente. Tanto e tale era stato, nell’antichità, il terrore nei confronti delle forze della Natura che, ad un certo punto, l’umanità le divinizzò. Ecco allora il prolificare di celebrazioni frutto di quella saggia e silenziosa alleanza fra vecchia e nuova religione, nate per acquietare le coscienze, per tranquillizzare l’animo umano. Probabilmente è così che è nata ala tradizione dell’accensione del falò, in onore della festa di San Gregorio ad Acquarica del Capo.

Fin dall’epoca remota, già all’inizio di gennaio Acquarica si animava in segreto, i contadini si riunivano, tramavano, si organizzavano per dare vita a innumerevoli falò propiziatori, purificatori, dal potere esorcistico. Dove le società erano contadine, cioè affidavano l’esistenza al mondo natura e all’agricoltura, si inventarono riti legati al fuoco che, per millenni, illuminarono le notti. Venivano accesi sulle ripe dei torrenti, grandi e piccoli, presso le masserie delle campagne disseminate di olivi, o nel bel mezzo di vasti campi dove, da lì a poco si sarebbe celebrato il sacro rito della semina.
Così accade ancora oggi ad Acquarica, quando si organizza un grande falò nel centro della ridente cittadina salentina, in ricordo di antiche tradizioni.

Come è noto, San Gregorio fu il primo monaco a diventare papa, dal 590 al 604 d.C. anno della sua morte. Fu molto conosciuto per la sua carità, bontà e cultura.Tra le varie leggende famose ad Acquarica e riguardanti il Santo, si ricorda quella secondo la quale a un uomo che metteva in dubbio il fatto che Cristo fosse realmente presente sull’altare durante la messa, Gregorio fece apparire Cristo sull’altare con gli strumenti della passione.
Considerato il santo protettore di muratori, musicisti, insegnanti e studenti, e supplicato contro la gotta, la peste e la sterilità, oggi viene celebrato con l’evento del fuoco: ad Acquarica non c’è nessuno che non si affanni ad innalzare la pira, alta il più possibile, retta da un enorme arbore conficcato nella terra.
Fuoco e acqua sono ancora oggi gli elementi potenti e insostituibili che garantiscono la buona riuscita del rito per garantirsi un futuro.

Nella nostra epoca è importante recuperare la memoria e i segni della comunità antica. Una città, un paese, un borgo non sono mai un mero raggruppamento fisico di case e di residenze; essi sono il luogo ove palpita la vita storica della comunità locale che si esprime nelle dimensioni attuali ma che trova fondamenti nel patrimonio dell’ambiente tradizionale, delle manifestazioni dell’arte, della religiosità, delle chiese, delle feste religiose.
La devozione verso San Gregorio così come si esprime nel territorio di Acquarica del Capo, è forse il principale dei fondamenti della vita storica della comunità di Acquarica, rispetto al quale trovano consistenza anche quegli altri fondamenti che attengono la sua vita civile, la cultura, l’educazione delle nuove generazioni e la visione del bene futuro.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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