Festa di San Giuseppe e Sagra della Zeppola

Nel Salento, questa festa è molto sentita ed accompagnata da una serie di antiche e coloratissime, oltre che gustosissime, tradizioni culinarie.Da Casarano a Palmariggi, da Minervino a Diso, da Sanarica a Poggiardo, da Nardò a Giuggianello, dal leccese al brindisino, in tutto il Salento si festeggia San Giuseppe. San Giuseppe è considerato il santo protettore dei poveri, delle famiglie, dei padri di famiglia, di carpentieri, ebanisti, falegnami, artigiani ed operai in genere (essendo stato egli stesso un artigiano); è invocato per una buona morte dei moribondi ed è anche il protettore delle ragazze da marito (in ricordo della sua castità e del fatto che non ripudiò Maria rimasta incinta durante il fidanzamento) e dei senza-tetto (per non aver trovato un posto riparato per far nascere Gesù). Il 19 Marzo si festeggia infatti non tanto il solo Giuseppe quanto la coppia che, in un paese straniero ed in attesa del loro bambino, si vide rifiutata la richiesta di un riparo per il parto, dovendo “ripiegare” in una grotta. Questo atto, fortemente contrario alla sacralità dell’ospitalità, viene ricordato a Cutrofiano con la  Taulata de San Giuseppe, uno  dei riti più diffusi di tutto il Salento.

Sono tredici (come i discepoli) talvolta anche meno, le pietanze che compaiono sulla tavolata accanto alle tradizonali zeppole e ognuna di queste ha una spiegazione: pittule, pampasciuni, alici marinate, legumi, pesce ( pesce frittu o a sarsa), arance, la cuddhura un pane dalla forma circolare,  l’insalata di San Giuseppe, e ovviamente lu mieru,  il vino rosso; ma su tutte, spicca  la massa di San Giuseppe.  La massa, conosciuta anche come tria, è una pasta ricavata dalla sfoglia di farina impastata con acqua, tagliata a striscioline e mescolata con ceci o cavoli e condita con olio d’oliva e cannella. Che sia con i ceci oppure con i cavoli, non devono mancare sulla massa, i frizzuli, delle piccole strisce di massa fritta.
Immancabili quindi  saranno le zeppole: queste gustose frittelle che si associano alla festa di San Giuseppe e sono di origine napoletana, e permettono di continuare la festa in onore di San Giuseppe per due giorni, grazie a una rinomatissima sagra allestita appositamente, con stand gastronomici e posti a sedere, che richiama ogni anno centinaia di turisti.

Intorno alla tavola, per gustare anche le zeppole, si siedono tredici santi che sono impersonati dagli abitanti del luogo; San Giuseppe è sempre il primo a sedersi a tavola e, battendo le posate sul piatto, dà inizio al pranzo, insieme alla Madonna, a Gesù Bambino, a San Giovanni Battista, a Sant’Anna, a San Gioacchino, a Santa Elisabetta, a San Zaccaria, a Santa Maria Maddalena, a San Filippo, a Santa Agnese, a San Giuseppe d’Arimatea, a Sant’Antonio.

I fiori che ingentiliscono le tavolate devono essere bianchi e gialli, perché così vuole la tradizione.
Nel pomeriggio della vigilia, le tavole vengono benedette dal parroco del paese e il giorno dopo, esse possono fare bella mostra di se ai  visitatori che accorrono da tutto il Salento.

Fin dalla seconda metà dell”800, la festività di San Giuseppe a Cutrofiano è associata a una caratteristica particolare che trova riscontro un po’ in tutte le regioni d’Italia: il falò. La sera di San Giuseppe si tiene la tradizionale focara.  La celebrazione di San Giuseppe, coincidendo con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, si è venuta a sovrapporre, soprattutto nell’Italia rurale, ai riti di purificazione agraria  di chiara origine pagana: in quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto dei campi, formando cataste che vengono accese nelle piazze.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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