Festa di San Gregorio

Tradizioni e cultura contadina in Salento, legati ai ritmi dell’antica civiltà rurale, quando il ciclo delle stagioni era scandito dai lavori agricoli, permeano ancora la vita sociale e si esprimono in numerose iniziative di festa collettiva. Ad Acquarica Del Capo il 20 Gennaio cominciano i festeggiamenti in onore di San Gregorio.
Il Salento in questo piccolo centro dalle radici antichissime con un patrimonio storico di inestimabile valore, dedica a San Gregorio Nazianzeno le tradizioni popolari, un insieme di credenze, usanze, comportamenti privati e sociali tramandati per generazioni.

Gregorio è un Santo molto caro agli abitanti di Acquarica; nacque verso il 330 in una borgata nei pressi di Nazianzo, dal cui nome deriva il celebre appellativo del Santo. Fu consacrato a Dio sin dalla più tenera infanzia, fu confessore e dottore della Chiesa, e oggi è considerato patrono dei poeti.
Visse nella solitudine che tanto adorava, della valle dell’Iris, presso Neocesarea, pur non mancando sue visite ai fedeli della cittadina, dove faceva rifiorire la calma e la concordia. A Costantinopoli ebbe occasione di pronunciare le sue più celebri omelie, i cinque Discorsi sulla Trinità che gli valsero la fama di teologo, ma sempre amava starsene da solo in contemplazione o a studiare. Fu un uomo di meditazione, non un teologo speculativo; e quando non poté fuggire dall’azione, si dedicò sempre al bene delle anime affidate alla sua cura con grandissimo senso di responsabilità.

Acquarica festeggia San Gregorio in un’atmosfera estremamente suggestiva. I primi documenti scritti conosciuti, relativi ad Acquarica, risalgono all’anno Mille, quando vescovi e conti esercitavano diritti sui terreni e sulle persone che vi abitavano, imponendo tasse e prestazioni ai loro sudditi. Altri documenti attestano l’esistenza, nel 1115, del Casale di Acquarica. In un tal contesto dalla Chiesa dedicata a San Gregorio, partirà una suggestiva processione seguita ogni anno da numerosissimi fedeli.


La chiesa di San Gregorio è la Chiesa Madre, eretta nel 1904 al posto della vecchia della quale si poté salvaguardare solo il campanile che, come la Chiesa era datato 1525.
La chiesa Madre di Acquarica è dedicata a San Gregorio Nazianzeno ed è una bella Chiesa, spaziosa e luminosa, formata da quattro cappelle interne. Sui lati, in alto, sei finestroni mettono in evidenza e rendono ancor più luminosa la statua dedicata a San Gregorio, che i fedeli portano in processione.
La chiesa dedicata a San Gregorio è situata sui “cuti” che sono i più alti del paese e si accede ad essa tramite una scalinata larga quasi tutta la facciata.

Nella seconda decade di gennaio, quindi si svolge la Festa di San Gregorio e le campane suoneranno a festa: si tratta delle antichissime campane del Campanile della Chiesa Madre, una delle quali risulta la più antica della provincia, fusa nel 1552, dal Maestro Lupo Patitari di Gallipoli.

Con l’accensione di un falò, rito di antichissima origine radicato nelle popolazioni salentine, si intende ad Acquarica favorire una stagione feconda di frutti quindi i fuochi sono di buon augurio: il fuoco è il mezzo con cui l’uomo esprime il suo bisogno di dominare le forze della natura ed esorcizzare l’ignoto, infatti da tempo immemorabile, i contadini hanno usato accendere dei falò in determinati periodi dell’anno, per propiziare un’annata di buoni raccolti e scacciare i mali e le avversità.
Il momento dedicato ai falò fin dall’alba dei tempi coincide con l’inizio dell’anno, che era anche inizio dell’anno agricolo, nella stagione dedicata a Marte, dio dell’agricoltura e simbolo maschile di giovinezza e rinascita, legato all’elemento del fuoco e del sole.

Ad Acquarica la spinta alla modernizzazione dello stile di vita è stata forte soprattutto alla fine degli anni sessanta e nei primi anni settanta, quando si è fatto di tutto per eliminare ogni traccia di matrici contadine dalla vita quotidiana. Per cui oggi, in occasione della festa religiosa col falò, vengono allestiti stand gastronomici e vi è la presenta di diversi gruppi musicali che allietano la serata.

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