Festa di Sant’Antonio da Padova a Soleto

Un Salento inconsueto, insolito, inedito, segreto sa richiamare l’attenzione su un modo particolare, esclusivo, originale di trattare un tema: quello delle feste patronali.
In Salento dai piccoli centri alle grandi città è tutto un fiorire di sagre enogastronomiche e feste popolari, tra antichi sapori e tradizioni intramontabili; ma la festa che Soleto dedica al suo Santo Protettore, Sant’Antonio da Padova, ha davvero qualcosa di diverso e di eccezionale.
E’ una festa patronale che rispetta forse i più classici canoni della tradizione salentina, quella che Soleto tributa al suo protettore, mentre dal silenzio della sua parrocchia Maria Santissima Assunta nel cuore della cittadina, si  risveglia Sant’Antonio, nel giorno della grande festa. Quello in cui da tutto il Salento i fedeli arrivano per festeggiare il Santo.

Ci si ritrova, domenica 12, alla messa delle 18.30, per la benedizione e distribuzione del pane seguite alle 19.45 dalla processione per le vie addobbate dalle maestose luminarie  La statua di Sant’Antonio, sul carro decorato da centinaia di fiori, ripercorre la strada che sant’Antonio morente, a bordo di un carro trainato da buoi, fece il 13 giugno 1231, partendo da Camposampiero per arrivare all’Arcella.
Questo momento viene spesso definito “magico” nel senso più letterale della parola, perché poche terre, come il Salento, mantengono documentate, vive e sperimentabili tradizioni antiche, sconfinanti spesso nelle magie vere e proprie, nei riti, nei misteri, nelle celebrazioni, nelle leggende. Ma  affrontati con vivacità, con modernità di intenti, con autentico senso delle radici religiose.
Molto suggestivo sarà questo momento della processione sul carro, in ricordo del 13 giugno del 1231, quando Sant’Antonio, sentendosi morire, chiese di essere trasportato a Padova. Dunque, disteso su un carro trainato da buoi, venne condotto verso Padova e alle soglie della città, in località Arcella (ove oggi si trova il Santuario Antoniano dell’Arcella) spirò santamente dicendo come ultime parole: «Vedo il mio Signore».


Molto suggestiva è la leggenda secondo la quale i frati avessero deciso di non diffondere subito la notizia della morte del Santo, ma d’improvviso frotte di bambini innocenti, percorrendo i quartieri della città a voce alta, cantilenavano: “È morto il Padre santo! È morto S. Antonio”, come oggi ancora si dice nelle vie di Soleto, seguendo la processione.
Deposto il corpo nella tomba, quel giorno stesso cominciarono improvvisi a sfolgorare i miracoli, testimoniando la santità di frate Antonio. La sua fama si sparse ovunque rapidamente, sospingendo le popolazioni di diverse città e regioni a  renderlo patrono e protettore, come accadde a Soleto.

Naturalmente alla festa religiosa se ne affianca una fatta da fuochi d’artificio colorati e bancarelle con specialità gastronomiche. Il menù sui vari stand offrirà un’ampia scelta fra antipasti, primi di pasta fresca, di carne e di pesce, gustosi arrosti di carne e di pesce, il tutto accompagnato da un buon vino salentino  e dalle classiche friselle, ciambelle impastate e infornate in forma di grandi taralli, che a mezza cottura vengono tagliati a metà e poi reinfornati, per dar loro il caratteristico sapore salentino.
Saranno presenti anche specialità delle Murge, come il Gran Murgello e il Gran Murgiano, formaggi a pasta dura, ottenuti da latte di vacca delle due mungiture, e che derivano dalla tradizione casearia dei pastori “dell’Alta Murgia”. La “Burrata” presente su vari stand e offerta ai turisti, è invece una preparazione casearia tipica della provincia di Bari. Il “Cacioricotta di capra” è un formaggio di antica tradizione, prodotto con latte di capra.
A queste specialità se ne affiancheranno tante altre, per allietare la serata di quanti accorrerenno a questa caratteristica festa salentina.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info {IMU_468_60}

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