Festa di Sant’Ippazio

Al via a Tiggiano come da tradizione,  la festa dedicata al Santo Patrono,  Sant’Ippazio. Anche quest’anno Tiggiano dà il benvenuto ai pellegrini, agli studiosi di tradizioni e ai tanti turisti che arriveranno in città per la festa, per assistere a una celebrazione antica in cui fede e  folclore si mischiano per dare vita a un rito suggestivo e plurisecolare.
Il 19 gennaio, viene reso omaggio a  Sant’Ippazio (o Santu Pati), protettore dell’ernia. Vissuto nel IV sec. d.C., fu Vescovo di Gangra, e durante una delle sue predicazioni ricevette un calcio nel basso ventre, dopodichè gli venne teso un agguato mentre si recava, a piedi, a visitare le comunità: lo lapidarono, ma fu una donna malvagia a dargli il colpo mortale, lanciandogli un grosso masso che lo colpì in testa.
Siccome ASant’Ippazio venne colpito nel basso ventre, i tiggianesi hanno associato quel gesto, al fatto che il Santo sia il Protettore dell’ernia.

Si tratta della festa del Capodanno Contadino con la quale gli agricoltori della zona festeggiano l’inizio dell’anno; è questo il periodo a partire del quale cominciano le colture agricole più importanti.
Una rinomata fiera del bestiame e dei prodotti agricoli, comincia fin dalle prime luci dell’alba, la mattina del 19 Gennaio 2012 quando vengono realizzati i semensai (detti ruddhre) del tabacco e del pomodoro, e iniziano le lavorazioni per il raccolto di olivo e vite. Dopo la confusione iniziale  colmata dalle prime contrattazioni, ognuno si perde nei suoi affari e s’ immerge nell’invadente paesaggio salentino. Tutti, commercianti e visitatori, sanno di avere solo poche ore a disposizione, così i sensi si predispongono a catturare suoni, colori, odori, voci.

La fiera propone soprattutto una riflessione nuova e positiva sulla perdita di valori e d’orientamento delle generazioni attuali. Affascinati e sedotti anch’essi dal luccichio di vetrine e locali e dal rumore di auto e tram, anche i giovani di Tiggiano però non dimenticano mai di omaggiare la presenza immanente del contadino.
La fiera infatti si caratterizza per la vendita di due particolari prodotti e, cioè, le scìscele (giuggiole) e pestanache, un tipo di carota dolce, spesso di considerevoli dimensioni, adatta al consumo fresco: nell’ultimo decennio si è affermata infatti la “Sagra della pestanaca”, abbinata alla Fiera, in ricordo del calcio subito dal santo, con la produzione del produttore della “pestanaca” più grossa.
La fiera viene descritta come la prima dell’anno durante la quale vengono stabiliti i prezzi di compravendita del bestiame e dei prodotti e vengono stipulati contratti agrari (affitto, mezzadria).

La  processione in onore del Santo che attraversa le vie del paese, è preceduta dall’innalzamento dello “stendardo”, un’asta lunga sette metri, sormontata da una pigna di ghisa del peso di cinque chili. La suggestiva processione si conclude sul sagrato della chiesa e l’effetto è sempre molto coivolgente.

Spettacoli, parate, incontri, artisti di strada, e musica animano la cittadina per l’intera giornata. La ricorrenza insomma è particolarmente sentita dagli abitanti di Tiggiano per i quali rappresenta un momento di vita e di costume intensissimo, ricco di connotazioni di folklore.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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