Festa e fiera dell’Iconella, a Veglie

I preziosi vigneti intorno a Veglie, coltivati a  Verdeca e Bianco d’Alessano, e i maestosi oliveti abbarbicati sulla roccia, fanno di Veglie una cittadina unica nel suo genere: è nata così la vera civiltà contadina di Veglie.
In questo spazio dove l’incanto e la realtà non sono mai riusciti a stabilire alcun confine, prende vita una particolare e suggestiva festa, quella della Madonna dell’Iconella o, come familiarmente viene detta, Madonna ti la cuneddhra.
Numerosi fedeli, l’8 settembre, in occasione della ricorrenza della natività della Madonna, si recano alla Chiesa dell’Iconella o di Santa Maria di Costantinopoli: collocata nel centro  storico di Veglie, tra case a corte e intrichi di vicoletti, la Chiesetta è collocabile nella seconda metà del Seicento.
Deve il suo nome all’immagine (in greco icona) della Madonna “in fresco”, di ridotte dimensioni e posta sull’altare; la piccola icona è diventata, così, Iconella.

Dalla chiesa a pianta ottagonale, la cui struttura esterna è molto semplice, esce una suggestiva processione a cui ogni anno partecipano numerosissimi i fedeli che venerano la Madonna dell’Iconella.
Ogni lato della chiesa è dedicato ad una delle “otto Beatitudini” di cui parlò  Gesù, e che la Madonna ha sempre apprezzato: la Madonna parlava dei  poveri di spirito, cioè quelli che hanno il cuore distaccato dalle ricchezze; dei mansueti che trattano il prossimo con dolcezza, e ne soffrono con pazienza i difetti e i torti che da essi ricevono, senza querele, risentimenti o vendette, come faceva la Madonna; la Madonna parlava di coloro che piangono, e soffrono rassegnati le tribolazioni, e dei pacifici che conservano la pace col prossimo e con se stessi.
Tutto questo è esperesso sulle pareti esterne della chiesa dell’Iconella, così cara agli abitanti di Veglie.
In più, l’architrave della porta d’ingresso reca incisa l’iscrizione “Non tibi sit grave dicere Mater ave”. 

Attorno a questa cappella, si svolge una festa molto sentita, la cui particolarità è la presa della cuccagna:  tutti sono in gran fermento, soprattutto le associazioni di tutela e promozione del costume tipico di Veglie, che spolverano i loro abiti più belli. Li indossano e li sfoggiano con orgoglio tra la folla. Ogni Albero della Cuccagna a Veglie è una festa unica, irripetibile. A volte attorno al tronco del grande albero della cuccagna sventolano nastri colorati e lo stemma della cittadina. Le note degli strumenti tipici pugliesi, tamburelli e fisarmoniche, risuonano nell’aria e si balla. Oggi l’albero della cuccagna di Veglie riflette la ricchezza della comunità particolarmente raffinata.
I preparativi per l’albero della cuccagna di Veglie, cominciano con largo anticipo: prima di tutto si sceglie un bell’albero alto e forte al punto giusto, lo si taglia; sbrigate le procedure preliminari, si issa l’albero al suo posto: è un lavoro duro e faticoso, fatto da uomini forzuti.
L’albero della cuccagna è tutto una questione di tradizioni a Veglie: la scelta, il taglio, l’issamento e naturalmente anche la difficoltosa scalata per conquistare il bottino gastronomico che penzola dalla corona in cima al palo.
Con la forza di muscoli allenati, l’albero, precedentemente provvisto di stanghe di varia lunghezza attaccate perpendicolarmente al fusto, viene issato in verticale. Quando finalmente è dritto come un fuso, si può procedere alla decorazione appendendo ai pioli le bandiere. A questo punto manca solo la corona, che va appesa proprio in cima all’albero: una ghirlanda da cui penzolano golosi premi (salumi, bottiglie dell’olio extravergine d’oliva più raffinato, bottiglie di vino del Salento, conserve tipiche della Puglia). Questa è la vera sfida dell’albero della cuccagna a Veglie: riuscire ad arrampicarsi fino in cima, acchiappare il bottino ma riuscire anche a portaro in salvo a terra.

In contemporanea la fiera che si svolge in onore della Madonna dell’Iconella, è molto frequentata, ed è la più antica di Veglie: si tratta di una fiera governativa, concessa da Giuseppe Bonaparte nel 1806.
Ad affiancare l’albero della Cuccagna, la ricca vetrina espositiva offerta dalla fiera è rivolta a operatori professionali e pubblico interessato a visionare, provare ed acquistare attrezzature, abbigliamento, accessori, prodotti alimentari, e servizi specializzati. Fra gli espositori sono presenti ad ogni edizione le principali aziende internazionali occupate in vari settori, associazioni, federazioni e istituzioni.
L’appuntamento con una fiera che si occupa delle merci più svariate, offre a tutti gli interessati l’occasione di vedere dal vivo anche un grande ed emozionante spettacolo, dato il fitto calendario di esibizioni che si susseguono nel corso delle giornate dedicate alla festa dell’Iconella. Riunire una festa religiosa ad una fiera, in un unico luogo e in un unico periodo, inoltre, offre anche il vantaggio di godere di servizi e comodità uniche come quelle messe a disposizione dalla città di Veglie, e di approfittare dell’occasione per trascorrere qualche giorno di vacanza a Veglie.
La bella città pugliese offre infatti accoglienza e confort di altissimo livello negli hotel vicini alla fiera e nelle masserie dell’entroterra, ben collegate ai padiglioni espositivi della fiera.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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