Festa e sagra di S.Antonio a Cutrofiano

Sagre popolari, feste di origini contadine che risalgono alla notte dei tempi e manifestazioni in piazza, da sempre animano la vita dei paesi e delle città del Salento e trovano le loro radici soprattutto nel mondo rurale e agreste. Purtroppo troppo spesso molte di queste tradizioni spariscono facendo dimenticare quelle che erano le usanze tipiche delle proprie terre.
In Salento si festeggia ancora “Sant’Antoniu te le focare” in ricordo di quando il Santo salvò gli abitanti di Cutrofiano dal terremoto del 1810,che a differenza di quello del 1743, non fece nessuna vittima. Si trascorse la notte all’aperto, e si accesero dei fuochi, e da allora si ricorda con l’accensione di falò quella notte miracolosa.
Nonostante le profonde trasformazioni culturali avvenute in questi ultimi decenni, a Cutrofiano il tempo non ha scalfito la figura così luminosa di Sant’Antonio, che continua ad affascinare migliaia di devoti sparsi in tutti il mondo con la sua santità.
Anzi, forse in tutto il mondo il culto a San Antonio è gradatamente aumentato sino a divenire un culto mondiale, che ha oltrepassato le frontiere della Chiesa Cattolica. Oggi non c’è popolo che non lo conosca, non c’è credente che non lo veneri, una particolare devozione che rappresenta un fenomeno unico.

Sant’Antonio è nato a Lisbona, Padova ne ha visto i miracoli e Cutrofiano gli dedica due feste l’anno: oltre a quella del 17 febbraio, infatti si festeggia anche il 13 Giugno e le due feste prendono il nome rispettivamente di  “Sant’Antoniu te le focare”, “Sant’Antoniu picciccu”.

Antonio fu ammaliato dalla vita guerresca del tempo e attratto dalla vita agiata che gli era consentita dalla posizione sociale della sua famiglia; ma giunse la chiamata di Dio. Lasciò il ricco palazzo della famiglia per entrare dapprima nell’abbazia di San Vincenzo presso i Canonici regolari di San Agostino e poi in un’altra a Coimbra. In questo monastero attinse su istruzione dei religiosi, una profonda conoscenza delle Sacre Scritture. Ultimati gli studi, fu ordinato Sacerdote all’età di venticinque anni: ladri, usurai, avari, peccatori d’ogni genere erano da lui invitati alla conversione, ad agire secondo gli insegnamenti del Vangelo, a confidare in Dio per non subire la rovina eterna; con straordinaria eloquenza Antonio sapeva incantare le folle.

Dalla Chiesa Madre, dedicata alla Vergine della Neve oltre che al santo patrono Sant’Antonio da Padova, ed eretta nel 1760, inizia la processione, seguita da una miriade di persone: durante la processione si porta in giro la seicentesca statua di legno del Santo, questo grande esempio di umiltà, di straordinaria fede e di eccezionali virtù, in cui non si può non vedere l’eletto di Dio, il figlio amatissimo che in ogni istante della sua vita si è prodigato per diffondere l’amore e la parola di Dio. Ormai compiutamente multireligiosa, la società è caratterizzata da una convivenza sempre più ravvicinata di fedi diverse oltre che da significativi mutamenti della sensibilità spirituale di credenti e non credenti, ma il culto di Sant’Antonio, pare non avere confini.

Anche l’enogastronomia ha un posto importante, nella festa di Cutrofiano, anche se come per tutti quei settori ancora in divenire, tutto ciò che puo’ essere detto rischia di non corrispondere in pieno al modo in cui vanno realmente le cose. Nel caso si Cutrofiano, la gente è realmente attirata alla festa anche dai numerosi stand gastronomici appositamente allestiti, in cui verranno servite le specialità caratteristiche salentine.
Piatto tipico è il panino “cu ‘llu pezzettu”, ripieno di pezzi di carne di cavallo cucinata al sugo, cotti a fuoco lento e davvero gustosi.

In passato si teneva una terza festa nell’anno, in onore di Sant’Antonio: Cutrofiano l’8 agosto, festeggiava il cosiddetto “Sant’Antoniu grande”; oggi questa festa  è stata trasformata in una grande mostra dell’artigianato figulo: Cutrofiano,Lucugnano,S.Pietro in Lama,Tricase,Ruffano e Taurisano sono i centri più rappresentativi della terracotta salentina, e gli innumerevoli oggettini che verranno portati alla fiera, rappresentano un campionario necessariamente sintetico che presuppone una produzione più ampia.
A Cutrofiano la lavorazione della terracotta, favorita dalla presenza nel sottosuolo di terre argillose,risale ad epoche remotissime, gli esemplari più antichi conducono alla popolazione dei Messapi,che,colonizzando questo territorio nel V-IV secolo a.C., introdusse insieme alla propria lingua e alle proprie consuetudini,una straordinaria capacità di modellare la creta.
Perciò sarà bellissimo visitare in quella occasione anche le botteghe artigianali, autentici depositi di vasellame e oggettistica varia, di acquasantiere, statuette dl presepe, mattonelle.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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