Festa patronale di S.Giorgio

A 10 chilometri dalla costa ionica il territorio di Matino è fortemente devoto a San Giorgio. Zona turisticamente molto frequentata, grazie al fatto che appare ricchissimo di corsi d’acqua sotterranei alimentati dalle cosiddette “Vore”, inghiottitoi naturali delle acque pluviali, la cittadina domina la vallata denominata di Taviano-Matino che rappresenta una delle zone più belle e fertili del Salento.
In tutto il Salento è nota la leggenda di San Giorgio, che narra che in una città della Libia, viveva un drago che uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava: quando il sacrificio toccò  alla principessa Silene, si trovò a passare di lì il giovane cavaliere Giorgio, che lo trafisse con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra. Poi lo condusse fino alla città e promise la salvezza e l’uccisione del mostro se tutti si fossero convertiti al Cristianesimo e si fossero fatti battezzare.
Così avvenne e Giorgio potè uccidere il drago.

A Matino, tra oliveti e vigneti, il culto di San Giorgio è ancora vivo, soprattutto nelle campagne: intercalate da ampi spazi dedicati ai seminativi  in special modo fiori, qui si festeggia San Giorgio, in ricordo di quando, nel 1867, il Salento viene sconvolto da una terribile epidemia di peste; ma sulla piccola comunità di Matino interviene miracolosamente San Giorgio salvando migliaia di persone, soprattutto bambini. E’ per questo che la città gli è devotissima dedicandogli due giorni di celebrazioni religiose in febbraio, precisamente il 27 ed il 28 febbraio, in occasione della ricorrenza del miracolo.

Dalla Chiesa matrice dedicata a San Giorgio, in quei giorni della festa arricchita dai più bei fiori, parte una suggestiva processione in onore del Santo: guerriero e agricoltore (il nome Georgous in greco antico significa appunto contadino) rappresenta perfettamente la comunità di Matino.
La Chiesa fu edificata a metà del ‘700, sotto Carlo III di Borbone, sui resti di una preesistente struttura della metà del ‘500, e raccoglie centinaia di fedeli che si riuniscono per la Messa in onore del Santo.
La semplice facciata divisa in tre ordini fa da premessa alle meraviglie che si trovano all’interno: otto incantevoli altari laterali nel braccio principale e altri due nel transetto. Ma di particolare pregio artistico appare senza dubbio la statua lignea di San Giorgio ai cui fianchi sono accese due lampade votive in argento del XVIII secolo di scuola napoletana: è questa statua che viene portata in processione, seguita da centinaia di fedeli.
In un mondo che appare disgregato e dove le relazioni umane sempre più frammentarie e superficiali, l’uomo avverte l’esigenza di stare insieme in un contesto di comunione, di condivisione, di accettazione; questo traspare a Matino, in un clima che offre sicurezza e protezione, accoglienza e solidarietà, come avvenne nella lontana notte del 1867.

 

Alla festa tipicamente religiosa, si affianca l’enogastronomia salentina: gustare le ricette tipiche della zona, specialmente se cucinate con cura e rispettando le antiche tradizioni, significa riscoprire le tradizioni e le origini delle popolazioni che nel tempo hanno abitato il Salento. Numerosi infatti sono gli stand di gastronomia che a Matino occuperanno le strade del centro in occasione della festa, con tavoli e sedie appositamente allestiti, per permettere a locali e turisti di usufruire dei piatti tipici della località.
A parte pochi proprietari terrieri, questa zona è sempre stata abitata da contadini, da persone che coltivavano la terra e da questa traevano le risorse per vivere: proprio per questi motivi la cucina salentina risulta essere caratterizzata da sapori semplici e genuini, con ingredienti poveri ma cucinati con grande maestria. L’alimento base della cucina salentina era ed è (anche se in modo meno forte) il pane, insieme all’olio di oliva ed infine il vino.
Le ricette che verranno proposte nei vari stand a Matino, spaziano dai piatti più tradizionali alle novità più originali e recenti: i turisti potranno trovare un’ampia scelta di portate per garantire non solo le antiche radici enogastronomiche ma anche l’assortimento e la varietà di sapori, colori, usanze.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *