Fiera e festa Sant’Oronzo a Lecce

La più compiuta e teatrale spiegazione di festa popolare di Lecce è senza dubbio quella in onore di S. Oronzo. In un modo assolutamente ascetico il Santo diventa una volta l’anno per i suoi cittadini non più una figura spirituale, ma presenza viva, materica, che possa recare beneficio a tutti coloro che chiedono un’intercessione speciale per la salute interiore e corporale.
Il 26 Agosto ricorre l’anniversario della morte del Santo, avvenuta a Lecce nell’anno 68 d.C.: era nato nel 22 d.C. presso Lecce, ed era stato un vescovo cattolico e santo romano, e secondo la tradizione, era stato eletto primo vescovo di Lecce da san Paolo in persona.
Ed è proprio il “contatto fisico” al Duomo di Sant’Oronzo, che diventa la caratteristica della festa di Lecce quando intorno a mezzogiorno, terminata la S.Messa, il Duomo si accalca di una folla strabocchevole che al grido di Viva Sant’Oronzo si impossessa della statua del Santo per condurla sul sagrato dove attende di essere omaggiata da altrettanti fedeli.

Un curioso aneddoto riguarda proprio la statua argentea di Sant’Oronzo custodita nel duomo di Lecce: si narra infatti che il mezzo busto commissionato a fine ‘600 a Napoli, presentasse sempre un difetto, vicino al sopracciglio; ad ogni fusione si ripresentava lo stesso difetto, finché, narra la leggenda, il santo stesso chiarì il tutto, in gioventù si era procurato una cicatrice vicino al sopracciglio.

Numerose altre leggende ruotano attorno al culto di Sant’Oronzo, come quella dell’Apostolo San Paolo che voleva si consegnasse una sua Lettera a Tizio Giusto, affinché la recapitasse a Roma. Mentre era in viaggio, Giusto fu sorpreso da una violenta tempesta, al largo delle coste salentine, che ne causò il naufragio presso la spiaggia di San Cataldo (Lecce), ove fu salvato  da Publio. Giusto parlò a Publio di Dio, e Publio affascinato abbracciò la fede crisitiana, e cambiò il proprio nome in Oronzo, che significa “risorto”.
A Corinto Oronzo fu accolto da San Paolo, che intravista l’anima grande del giovane leccese, lo consacrò primo Vescovo di Lecce.
Oronzo predicò il vangelo in grotte carsiche scavate nel sottosuolo con le quali i cristiani riuscivano a sfuggire alle persecuzioni di Nerone; alla fine venne condannato a morte per decapitazione.


I Leccesi, nel giorno della festa, in preda a quell’istinto soprannaturale tipico di festa rurale, si riuniscono in Piazza Sant’Oronzo per abbracciare e baciare il loro protettore, invocando con grida e pianti ogni implorazione; ognuno di essi interloquisce cosi a modo proprio un rapporto strettamente personale e confidenziale con il Santo, quasi come se si rivolgesse ad un fratello o a una persona fidata. Nel 1658, venne donato dai Brindisini il fusto marmoreo di una delle due colonne poste al termine della via Appia nel porto di Brindisi, per servire da basamento per la statua di Sant’Oronzo in legno rivestita in rame che domina l’omonima piazza leccese.
La devozione per S.Oronzo resta comunque connessa alla tradizione: la festa risale al XVI secolo, ma fu sospesa nel 1640, per poi essere successivamente ripristinata nel 1658, anno in cui la leggenda devozionale vuole sant’Oronzo liberatore dei leccesi dalla peste.

Alla festa religiosa, che termina con lo sparo di fuochi pirotecnici in onore del Santo, si affianca ogni anno la Fiera di Sant’Oronzo: in occasione della solennità, ricorre una tipica e gustosa tradizione gastronomica, vengono infatti preparati i galletti di primo canto fatti arrosto, e la saporita melanzanata, detta proprio di Sant’Oronzo.
La melanzanata di Sant’Oronzo è fortemente legata alle tradizioni e agli stili di vita dei salentini: la festa di Sant’Oronzo, si connette infondo alle antiche feste pagane legate alle stagioni, celebrando l’inizio dell’autunno.
Per la consuetudine cattolica doveva esserci una vigilia di penitenza, e prima dei galletti arrosto, alla vigilia di Sant’Oronzo si mangiava la melanzanata, che pur essendo, appunto, un piatto da vigilia, era confezionato con abbondanza di ingredienti. Un tempo si metteva nella melanzanata tutto quello che la coscienza religiosaconsentiva: mozzarella o scamorza, uova sode, formaggio parmigiano e addirittura polpettine di carne, mortadella e prosciutto.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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