Fòcara della Befana

Nel cuore del Salento, in una località dalle origini tanto antiche che è impossibile fornire ipotesi certe e plausibili, si svolge la “Focara della Befana”.
Sono tante le opinioni degli studiosi relative alla origine di Aradeo, ma quella più veritiera pare dica che la cittadina derivi dall’antico Casale “Cellino”, confermata da documenti storici.
Sono numerose le tradizioni salentine che si svolgono durante il giorno della Befana, e molte di esse hanno un’origine rurale, affondando le loro radici nel  passato agricolo. Così è anche ad Aradeo.
La coltivazione del tabacco, della vite, dell’olivo, il commercio ed il piccolo artigianato fanno di Aradeo un ridente centro del Salento che sorge in un vasto bacino e si presume che gli antichi abitanti la vollero in quel posto proprio dopo la distruzione del Casale Cellino, per sottrarla alla vista dei Corsari e dei Barbari.

Il 5 Gennaio, come ogni anno, vi si svolge la tradizionale Focara della Befana. Questo evento coinvolge tutta la comunità di Aradeo:  infatti, ogni anno nel periodo natalizio si svolgono diverse manifestazioni ad Aradeo, che poi culminano il 5 gennaio con la Fòcara della Befana: quasi ad ogni incrocio della cittadina vengono installate delle focare.
Tra l’altipiano di Cutrofiano e le Serre Campilatini, la cittadina che dista circa 28 Km dal capoluogo, festeggia la Befana: nell’immaginario collettivo essa è un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini la notte tra il 5 e il 6 gennaio. La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani. Ad Aradeo c’è chi sostiene che la Befana sia vecchia e brutta perché rappresenta la natura ormai spoglia, ecco perchè in quella notte la si brucia; ma è anche simbolo della natura che rinascerà.


Ad Aradeo la Befana è l’immagine dell’anno ormai consunto che porta il nuovo 2012 e poi svanisce: l’aspetto dei vari fantocci, rappresentazione di tutte le passate pene, assume cosi una funzione diversa e la befana diventa figura sacrificale. E a questo può ricollegarsi l’usanza di bruciarla.

Attorno ai falò della Befana, la dodicesima notte dopo il Natale, si celebra dunque la morte e la rinascita della natura:  stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, la Natura di Aradeo appare sotto forma di una vecchia e benevola strega, che vola per i cieli con una scopa. Oramai secca, è pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che possa rinascere dalle ceneri come giovinetta, una luna nuova.

Prima di perire però, la Befana passa a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che nasceranno durante l’anno successivo; quindi in un contesto già suggestivo, si aggiunge l’immancabile musica tradizionale e vari concerti sparsi per tutta la cittadina di Aradeo.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *