Focara per Sant’Antonio abate

A Novoli (LE) in onore di Sant’Antonio, che si festeggia il 16, 17 e 18 gennaio, le clebrazioni saranno particolarmente coinvolgenti e suggestive e culmineranno nell’accensione de “la Focara”, un enorme falò alto fino a 20 metri, fatto con i tralci di vite appena potata, balzato da diversi anni ormai all’attenzione di tutta la regione e di gran parte del Sud Italia.

Piacevolmente in ammirazione dei ceppi che ardono nel camino o terrorizzati dalla potenza distruttiva di un incendio, l’uomo è da sempre stato attratto dal fuoco. Qui in Salento, l’evento del fuoco in onore di Sant’Antonio appare particolarmente suggestivo. Nell’iconografia il santo è rappresentato accanto un porcellino perchè considerato anche protettore degli animali: nato come rituale pagano, questa tradizione è confluita nella festa religiosa in onore di Sant’Antonio Abate.

Forse non tutti sanno che la vera festa inizia il 7 gennaio, con il Novenario: fin dal 1664, il v escovo dell’epoca, dichiarò S. Antonio Abate protettore di Novoli.
Ma già un mese prima, a cominciare dall’8 dicembre la”Festa della vite”, che si celebra in Piazza  Schipa  segna l’inizio della costruzione della “fòcara”, il grande falò di tralci di vite che viene poi acceso la sera del 16 gennaio in onore di S. Antonio Abate; anticamente aveva forma conica: era costruita con particolari tecniche che solo i maestri (pignunai) potevano conoscere. Il falò a Novoli è stato istituito come rito di purificazione e consacrazione tanto da giungere ad un continuum che lega riti pagani a tradizioni cattoliche.

Anticamente si girava per i vicoli del paese, col carretto, per raccogliere legna secca, rami d’alberi, tralci di vite legati in fasci, ma anche oggetti combustibili in disuso, rovinati o rotti  da ardere nella focara. Negli anni ’40, nel paese girava un maialino con un fiocco rosso al colloche poi veniva sorteggiato durante la festa, in ricordo dell’amore per gli animali del Santo.
Ancora oggi a Novoli avviene la benedizione degli animali nel piazzale Mercato, antistante la Chiesa Matrice dove i novolesi portano i loro animali domestici: la fine della benedizione è accompagnata da rintocchi di campane che danno inizio alla processione del simulacro del santo.
Un tempo si percorrevano le vie del paese scalzi e con grandi ceri per una grazia ricevuta, e durante la processione veniva sparata la strascina, una lunghissima batteria di spari.

La fine della processione porta al momento culminante della festa, la focara: tante le novità per l’edizione 2012 della focara, e tra queste la nuova forma di comunicazione in rete, sui social network.
La posa dei primi fasci di tralci di vite  è atto religioso e un atto di amore degli abitanti per il destino del proprio territorio; anticamente si depositavano davanti al Santuario, poi  in piazza  Brunetti, per essere nuovamente trasferito in piazza Schipa: occorrono almeno 100 persone per costruire la focara, sulla cima della quale viene issata un’artistica bandiera, con un’immagine del santo, che brucerà insieme alla focara.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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