Grotta dei Giganti (LE)

Come per l’entroterra del territorio pugliese, in cui la roccia è stata scavata dall’incessante lavorio di torrenti e fiumi sotterranei, così anche le coste litorali presentano diversi anfratti e caverne in cui l’erosione delle acque dolci si è affiancata a quella delle onde del mare.


Grotte aux abords de Leuca

Nelle grotte il mare assume colorazioni fantastiche

Tali anfratti e caverne erano, in epoca preistorica, luoghi di riparo e di rifugio per l’uomo, quando ancora non si dedicava all’agricoltura e viveva esclusivamente di caccia e di pesca. Tali luoghi non erano solo al centro della vita quotidiana, ma sovente rappresentavano anche luoghi di culto e di sepoltura, e non è raro che nelle grotte si possano trovare iscrizioni rupestri, graffiti ed impronte. I graffiti in particolare, pur nella loro ingenuità del tratto e la rozzezza sono in grado di evocare ai visitatori bellissime immagini in cui si racconta della caccia agli animali, al turbinio di lance e frecce con le punte di pietra con cui si assaliva la preda, in una lotta quasi alla pari tra l’uomo e l’animale.

Sulle alte scogliere del litorale salentino, fino ad arrivare all’estrema punta di Santa Maria di Leuca ci sono diverse grotte, alcune raggiungibili via terra altre esclusivamente dal mare. La Grotta dei Giganti, che si trova appunto a ridosso del Capo di Leuca, a pochi chilometri dalla Grotta delle Tre Porte e dalla Grotta dell’Elefante.

Raggiungibile via mare ma poi percorribile a piedi la Grotta dei Giganti è famosa per il ritrovamento di numerose ossa denti e zanne appartenute ad antichi pachidermi, che hanno contribuito con la loro presenza a dare il nome alla grotta. Le popolazioni locali infatti credevano che tali resti non fossero appartenenti ad animali ma piuttosto ad una stirpe di giganti.

I vari sedimenti presenti nella roccia hanno riportato alla luce reperti d diverse epoche storiche, a testimonianza che dal periodo in cui essa era un vero e proprio luogo abitato, con tanto di resti di focolari ed ossa combuste, probabilmente resti di qualche antico pasto, ed alcuni cocci in ceramica, in seguito nel corso di secoli e millenni sia comunque stato frequentato dall’uomo. Ne sono testimonianza gli altri importanti ritrovamenti, come per esempio alcuni frammenti di vasi bizantini, delle monete in bronzo anch’esse del periodo bizantino e perfino un frammento di un vaso in vetro.

Per visitarle il modo migliore è rivolgersi all’ente provinciale del turismo di Santa Maria di Leuca che vi indicherà tempi, modalità e costo di un escursione all’insieme delle suggestive grotte che caratterizzano l’area costiera di Santa Maria di Leuca.

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