Guida della Puglia parte V – Religiosità e monumenti sacri

Le popolazioni che si sono succedute in Puglia nel corso dei millenni sono sempre state animate da una profonda religiosità di cui nel corso del tempo si sono conservate ampie tracce, che ancora oggi si esprimono con profonda vitalità in centinaia di feste e di sagre, di processioni e di eventi sacri strettamente legati al culto cristiano, ma in alcuni casi evidentemente derivati da antichi culti pagani ed a cui il culto cristiano si è armoniosamente sovrapposto.

foto chiesa san giovanni rotondoMa la testimonianza dell’intensa religiosità si può riscontrare soprattutto nello splendido patrimonio architettonico e sacro della regione, a partire da ciò che rimane delle antiche forme di religiosità e degli antichi culti, come per esempio i dolmen, gli enormi massi sovrapporti a formare rudimentali templi, che secondo alcuni studiosi erano una sorta di altare sacrificale, mentre per altri erano veri e propri monumenti funebri, molti dei quali introducevano alla tomba vera e propria scavata nel sottosuolo, in cui guerrieri e nobili, sacerdoti e capi tribù venivano seppelliti con tutti gli onori e con un corredo di oggetti che sarebbero serviti all’anima del defunto durante il suo lungo viaggio nella terra dei morti.

Un altro segno di antichi culti è il menhir, una stele di pietra, di varie dimensioni,alcune alte più metri, infissa saldamente in verticale nel suolo. Dolmen e menhir sono molto comuni nella campagna pugliese, soprattutto nella zona del Salento, a Salve, a Calimena e Minervino di Lecce, e nel Subappennino Dauno, in provincia di Foggia, dove più intensamente si erano sviluppate antiche civiltà italiche, i Messapi e gli Iapigi.

Nelle campagne e lungo le coste è poi molto facile incontrare tracce di templi romani e greci, are votive, colonne, dove si adoravano gli dei greci, Minerva, Zeus, Apollo.

L’approdo dei primi cristiani, ed il culto cristiano durante l’epoca bizantina sono rappresentati dalle cripte, luoghi liturgici primitivi della nuova religione che nascono in siti nascosti e sotterranei, a causa delle persecuzioni degli imperatori romani contro i cristiani. Tra le più belle in territorio di Puglia, quelle che si possono visitare soprattutto in Salento, a Carpignano Salentino, ad Otranto, a Giurdignano, ed a Vaste.

Suggestive sono le chiese rupestri, ricavata dal duro lavoro di scavo della pietra e del tufo, di piccole dimensioni ma preziose testimonianze della devozione dei primi cristiani, delle quali gli esempi più noti ed affascinanti li troviamo a Gravina, dove un cospicuo numero di esse sono state ricavate intagliando le pareti di pietra scoscese tra cui sorge la cittadina.

Dell’arte religiosa bizantina restano la Basilica di San Pietro ad Otranto, e le sculture in bassorilievo sulla facciata della cattedrale di Bisceglie, nonché numerosi affreschi nelle più antiche chiese della regione.

Quando il cristianesimo uscirà dalla sua prima fase e diventerà la religione ufficiale, i luoghi liturgici in precedenza appartati e nascosti diventeranno chiese, e saranno sempre più grandi e sontuosi gli edifici dove la popolazione si raduna in preghiera.

Il patrimonio di chiese in Puglia è notevole, sia per quantità sia per pregio. Le grandi cattedrali gotiche e romaniche di Altamura, di Ostuni, di Otranto, e di Conversano, le chiese romaniche di Bisceglie, di Cerignola, di Bari, l’immenso patrimonio di chiese barocche, da Martinafranca a Gallipoli per giungere a quelle universalmente note di Lecce, là dove le volute ed i fregi del barocco hanno dato il massimo di sé per eleganza, arditezza costruttiva ed incanto.

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