Il borghese gentiluomo

Nelle ultime stagioni il TeatroTeam di Bari ha ospitato sul suo palcoscenico spettacoli di grande successo. A febbraio del 2012 Tosca e Massimo Venturiello, saranno i protagonisti in Puglia con una nuova produzione, questa volta di un testo classico della commedia francese, “Il borghese gentiluomo” di Molière.
Venturiello sarà nella doppia veste di interprete e regista, affiancato da grandi nomi quali Camillo Grassi, Franco Silvestri, Bianca MariaLelli, Dario Ciotoli, Mimmo Padrone, Gennaro Cuomo, Francesca Colapietro e Elisa Smerilli.
Venturiello e Tosca, compagni anche nella vita, hanno già collaborato in maniera affiatatissima ne “L’Opera da Tre Soldi” di Brecht, nel “Tango delle Ore Piccole” di Puig, in “Gastone” di Petrolini, ne “La Strada” di Fellini e in “Musicanti, Sonata a Cosimina”. Perciò anche a Bari, come sta già accadendo in numerose città italiane, ci aspetta un sicuro successo per questa commedia attesissima.

Nell’epoca di Molière la società era divisa in due: il popolo, da una parte, e la nobiltà, dall’altra, mentre cresceva una nuova classe, la borghesia. Avevano denaro i borghesi, arricchitisi con i commerci e sono loro l’oggetto di satira nella splendida commedia di Molière del 1670.

La commedia che verrà rappresentata a Bari per una produzione Antheia, con splendide musiche sono del maestro  Germano Mazzocchetti, e le scene di Alessandro Chiti, mostra la figura, qui comicissima, dell’arrampicatore sociale, che diventerà poi figura drammatica, e infine tragica.
Nel mondo di Molière c’erano le secolari barriere di sempre, sentite come naturali, ineluttabili, inattaccabili.
 La trama de “Il borghese gentiluomo” è lineare e semplice: un ricco borghese sogna di diventare nobile, tra personeprive di autentiche qualità come adulatori e scrocconi, che ovviamente lo raggirano e assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. Il signor Jourdain è circondato dal maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia; si veste come gli ha fatto credere il suo sarto, facendo scoppiare di risa le platee al suo ingresso sul palcoscenico, complici i costumisti teatrali che possiamo immaginare di quali pennacchi, di quali nastri, di quali sgargianti e chiassosi colori sappiano agghindarlo per la scena. A Bari certo le risate non mancheranno.
La trama ovviamente si arricchisce delle rivalità tra i diversi maestri che scroccano denaro al Jourdain e ciascuno di loro ritiene e predica che la propria arte, la propria scienza, è il fondamento primo dell’esser un gentiluomo.
A questi si contrappone la moglie, estremamente razionale.


A questa coppia se ne aggiunge una secondaria: è un luogo comune del teatro comico di tutti i tempi che anche i rispettivi servitori dei due coniugi siano innamorati tra loro. E qui sono la servetta Nicoletta, simpatica e coraggiosa, al servizio in casa Jourdain, e Coviello.
Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, che è un altro dei tanti luoghi comuni del teatro comico: la farsa del Gran Turco. Coviello, vestito da turco e parlando un turco maccheronico, si presenta da Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è qui per sposare Lucilla, la figlia di Jourdain. Ovviamente Jourdain, lusingato dalle promesse di nobiltà, ci casca e ne nasce un fragoroso balletto-farsa.
Di fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di dare in sposa suafiglia al non nobile ragazzo che ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale, lasciandolo solo.

Al termine della vicenda Jourdan continuerà a sognare quanto non potrà mai avere,  come sognano tutti gli altri tipi comici del teatro di Molière.
Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare un gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, un archetipo, è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare, col denaro, quei meriti e quei titoli di cui è irrevocabilmente privo.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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