Il ciuccio di San Potito

Nei pressi del Parco archeologico dei Dauni, uno straordinario museo a cielo aperto con reperti del  VI e il IV secolo a.C. e le fondamenta e i muri di un grande santuario, sorge Ascoli Satriano, in provincia di Foggia, dove si svolge una delle feste religiose più sentite. Innanzi alla maestosa Cattedrale del XII secolo che conserva interessanti affreschi del 1700, si celebra la festa di San Potito il 13 e il 14 Gennaio: il Santo apparteneva ad una ricca famiglia pagana, così come  tramanda uno scritto del IX secolo, e numerose fonti parlano di diversi miracoli, come la liberazione dal demonio della figlia dell’imperatore Antonino Pio, lo stesso che gli causò la morte nei pressi di Ascoli Satriano.

E’ in questa Cattedrale che è conservato un busto di San Potito in oro, e si dice che dentro a questo busto ci sia la sua ulna.
Anche nel mese di agosto si tiene una celebrazione in onore di San Potito, per consentire a chi non può partecipare a Gennaio di vivere giorni di religiosità intensa.

All’ombra dello splendido castello costruito nel XIII secolo e trasformato in seguito in Palazzo ducale dal maestoso portale d’ingresso con finestre ad arco, numerosi stand gastronomici, accanto ad artisti di strada, musica e gonfiabili per i bambini, terranno compagnia a coloro che vorranno ammirare Ascoli Satriano nel giorno della festa di San Potito.
Si tratta di una festa molto sentita legata alla leggenda del mulattiere: un uomo durante un viaggio a Satriano uccise un asino che stanco per il lungo viaggio era sprofondato nei fanghi; spostò il carico di merci sulla soma di un’altra bestia e ne prese la pelle rivolgendo una preghiera a San Potito. Ma l’asino senza pelle gli andò incontro e lo ricondusse ai fanghi; qui, scavando il mulattiere trovò un corpo, e lo attribuì a San Potito, e gli ascolani presero a recarsi in pellegrinaggio sul luogo.

 

Il busto del santo viene portato in una processione estremamente suggestiva per le vie del paese e poi riportato in Cattedrale; nella piazza di fianco ad essa si brucia il cosiddetto “ciuccio” un asino in cartapesta. Dopo lo straordinario successo degli anni precedenti, ritorna anche nel 2012 questa usanza nella sua versione tradizionale: il  “ciuccio” è riempito di fuochi d’artificio, in ricordo dell’antico miracolo, e lo spettacolo di vederlo esplodere sarà bellissimo e molto suggestivo. Si tratta di uno spettacolo unico che arricchirsce le occasioni di interesse per il turismo locale, nazionale ed internazionale e offre un’occasione di arricchimento culturale grazie al confronto tra i diversi modi di interpretare lo spettacolo di fuochi d’artificio  unito alle credenze religiose.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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