Il culto del Cristo di Tabelle a Santa Cesa.

 Il  casale di Tabelle è compreso nel territorio comunale di Galatone dove suggestive strutture scavate nella roccia, probabili avanzi dell’insediamento  medievale di Tabelle, caratterizzano il paesaggio.
Splendida anche la masseria Monacelle, il cui nome aveva generato l’ipotesi di una  presenza monastica al suo interno, e di cui oggi resta il pozzo settecentesco, un arco ad ogiva, vari granai ed una parte del muro di cinta.
Nel  XVIII secolo, dal sacerdote Pietro Giuranna, venne eretta in zona Santa Cesa la chiesetta dedicata all’Esaltazione della Croce, più nota come Cristo di Tabelle, ad aula unica, con all’ interno meravigliosi affreschi settecenteschi, tutti da ammirare. Adiacenti ad essa si trovano alcuni ambienti costruiti con pietre a secco, come alcune costruzioni tipiche del Salento, con la probabile funzione di residenza estiva del canonico.
Domare la terra del territorio pugliese ha comportato da sempre una dura fatica per le popolazioni; per bonificarla è stato necessario rompere la roccia affiorante, ed i sassi ottenuti si ammucchiarono senza ordine lungo i margini del campo. E’ così che sorsero i primi argini di pietre, voluti dalla necessità, e diventati divisori. Poi il mucchio di pietre informe, prese un aspetto definito, prese forma e dimensioni, si sollevò dal terreno, si snellì e assunse delle particolari caratteristiche e funzioni specifiche, tanto da sviluppare un’arte, a Santa Cesa,  con la costruzione di interi ambienti.

In questa chiesa a Santa Cesa, la statua del Cristo è a mezzo busto, dove il Cristo stesso, coperto solo da un suggestivo mantello rosso e da un panno candido che cinge i fianchi, è ornato attorno al capo da una luminosa corona. La corona rappresenta il Cristo-Sole che deve avanzare per dare al popolo la sua vita.

E’ questa la statua che viene onorata a Santa Cesa, da numerosissimi fedeli, mentre l’autunno sta per cominciare. La vendemmia Salento è un’antica tradizione che comincia proprio a settembre: la fine dell’estate non segna la fine dei festeggiamenti. È vero che si è abituati a pensare che a settembre si torna a lavorare dopo i mesi di caldo e di riposo sotto l’ombrellone, che i ragazzi riprendono la scuola e la quotidianità torna ad assumere il suo triste volto di sempre, ma è anche vero che questo mese dorato conduce lentamente verso l’autunno, con i suoi doni prodigiosi e i suoi tempi legati alla tradizione.

E’ precisamente nell’autunno che arriva, che il Signore deve passare per la sua vita, passione, morte per poi resuscitare. Il Sole fisico rappresentato nella statua del Cristo di Tabelle, e in particolare nella luminosità della corona, non è altro che un simbolo del Sole spirituale. Quando gli antichi adoravano il Sole, quando gli rendevano culto, non si riferivano propriamente al Sole fisico, ma si rendeva culto al Sole Spirituale.
E la Puglia, terra viticola per eccellenza, accoglie centinaia di persone, per lo più giovani, che amano la vendemmia: preziosissimi grappoli di vitigni rari e autoctoni, il giorno della festa del Cristo di Tabelle stanno per essere colti in tutte le zone produttrici di vini. E ogni vendemmia in Puglia è contrassegnata dalla sua bella festa.

Nelle Sacre Scritture che vengono lette durante le celebrazioni della messa in onore del Cristo di Tabelle, si parla anche dell’“Avvenimento Solare”: si tenga conto che il Cristo deve crocifiggersi ogni anno nel mondo, vivere tutto il suo dramma della vita, passione e morte, per poi resuscitare in tutto quello che è, è stato e sarà, cioè in tutto il creato.
È così che l’intera popolazione di Santa Cesa riceve ogni anno la vita dal Cristo di Tabelle.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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