Il gatto e gli stivali

Ancora una volta il Teatro Kismet di Bari dedica ai più piccoli un’opera teatrale: un gatto che parla, si infila gli stivali, serve con fedeltà il Marchese di Carabas, inventa tiri birboni e burle d’ogni sorta, si prende gioco di potenti re e feroci orchi.

“Il Gatto e gli Stivali” per la regia di Lucia Zotti, è tratto dalla fiaba popolare di Perrault “Il gatto con gli stivali”.
Sul palcoscenico si esibiranno Monica Contini, Deianira DragoneEve Guerrier, Nico Masciullo, che narreranno una fiaba sostanzialmente poco morale: l’eroe non fa praticamente nulla per meritarsi il premio finale, è solo di bell’aspetto e segue prontamente le direttive del suo gatto. In teatro però verrà evidenziato che questo eroe riconosce per istinto un incontro “positivo”, quello col gatto magico.


E’ interessante sentire e vedere la versione teatrale di questa fiaba che di certo contiene elementi assai più maliziosi o crudeli, rispetto alla favola classica: quella portata in scena da Zotti è una storia interessante  perché conduce l’attenzione su una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non annullata: quella dell’istinto primordiale.

L’uomo non può sempre ricorrere alla casualità, perché dietro ogni azione vi è un una motivazione. Per natura l’uomo è spinto domandarsi le ragioni del suo agire partendo dalla sua persona e dai suoi bisogni: verità, conoscenza, felicità, giustizia, appartenenza, bene, libertà, amore; conoscere i desideri e i bisogni del proprio essere, conduce ad una visione più vera del proprio compito nella vita; in questa eccellente opera teatrale si scopre che il protagonista è spinto ad agire e motivato per ambizione, interesse, spinta, impulso, desiderio e soprattutto istinto.
L’istinto sul palcoscenico magicamente, condurrà a discernere la giusta strada nella giungla del vivere; a riconoscere fra gli incontri quelli positivi; ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno.

In “Il gatto e gli stivali”, adatto ad un pubblico dai 7 anni in su,  si cerca inizialmente di fornire una spiegazione dei comportamenti, ma ben presto si comprende che bisogna tener conto di variabili esterne situazionali, ma anche variabili individuali interne. La motivazione del protagonista, guidata dall’istinto del gatto,  diventa un complesso di variabili individuali e interne che intervengono a determinare le diversità nei suoi comportamenti.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info {IMU_468_60}

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