Il Presepe di cartapesta di Santa Maria delle Grazie

Il Presepe di cartapesta di Santa Maria delle Grazie, dal 23-12-2012 al 6-1-2013, Soleto

Il presepe in Salento più che mai, è la rappresentazione tridimensionale del mistero della nascita di Gesù Bambino. Soleto presenta un presepe che ha una lunga storia legata alla ricca tradizione dell’arte e dell’artigianato locali, quando scultori famosi si cimentarono nella creazione di statuine di cartapesta, diffondendo l’arte del presepe nel Salento.

I presepisti di Soleto sentono e vivono in una maniera speciale il mistero della natività e anche se talvolta incontrano delle difficoltà nella realizzazione di tale rappresentazione, niente riesce a smorzare il loro entusiasmo. Così anno dopo anno, danno vita al Presepe di Cartapesta nella chiesa della Madonna delle Grazie una chiesa seducente e fascinosa, costruita nel XVII secolo ed elevata a santuario nel 1953.
La facciata con le due caratteristiche nicchie, con le statue di san Francesco e sant’Antonio, pare accogliere tutti i fedeli, che in particolare nel periodo natalizio si recano al Santuario. E’ accanto al prezioso Crocifisso ligneo del XVII secolo, all’interno, che viene allestito un magnifico presepe.
La straordinaria ricchezza di fonti narrative, evangeliche e popolari, ha consentito, sin dal XIV secolo, di differenziare anche a Soleto la rappresentazione della Natività da quella del Presepe. Questo passaggio può essere colto proprio in questa stupenda Chiesa dove l’affresco quattrocentesco che riproduce la Madonna con il volto oscurato da una macchia, con in braccio il bimbo Gesù,  fa da sfondo al presepe di cartapesta.

Quello di Soleto, è uno dei più antichi presepi di cui sopravvivono solo gli elementi centrali: la Vergine a cui la chiesa è dedicata, il Bambino, San Giuseppe e il Bue e l’Asino. Si narra che accanto ad una edicola votiva, a Soleto si fermavano a pregare al tramonto i contadini di ritorno dai campi e una sera del 1568 un certo Giacomo Lisandri, avendo perso al gioco il salario della giornata, sotto un impeto d’ira si scagliò con un’accetta sulla sacra immagine colpendola, e desiderando poi morire; quella sera stessa in una rissa con un creditore, Lisandri morì.
Dall’affresco colpito con l’accetta sgorgò del sangue che ancora adesso, secondo la leggenda,  oscura il volto della Madonna.
Nel luogo dell’edicola fu costruita l’attuale chiesa collocando l’immagine sacra sull’altare maggiore.

In Salento ebbe grande diffusione a partire dal ‘600, il presepe costruito con la tecnica usata nella produzione di statue d’altare: statuine in legno rivestite di stoffe immerse in un bagno di colla per renderle rigide e dai colori brillanti. E’ nel corso del XVI secolo tuttavia che la rappresentazione presepiale con cartapesta trova la sua massima affermazione, cominciando poi un lento declino nel XVII secolo per ricomparire in seguito, sul finire del Settecento, in forme differenti, influenzate dalla voga napoletana dei presepi vestiti che in Salento si trasforma appunto in presepe in cartapesta o terracotta.
La tecnica delle statuine di cartapesta apparve in Italia nel XIX secolo a Lecce, dove un certo Pietro detto “cristi” per i suoi numerosi crocefissi e numerose madonne, santi, angeli dall’aspetto marmoreo, ha diffuso questa arte in altre città che usavano queste statue per le processioni e ricorrenze religiose.

Soleto permetterà di ammirare queste preziose e sacre statuine presepiali di cartapesta. La tradizione della cartapesta del Salento affonda le sue radici nella cultura e nell’identità locale, occasione per fare un tuffo nell’affascinante storia del territorio. La cartapesta è un impasto che si prepara con materiali di recupero come vecchi giornali, acqua e colla e i maestri cartapestai pongono sempre l’attenzione al piacere della manipolazione del materiale e alla scoperta delle fasi di produzione.
La capanna è rappresentata da una sorta di tettoia di cartapesta, che renderà il tutto molto realistico e di grande suggestione; il segno più sorprendente del Natale in questo presepe sarà l’enorme stella cometa, anch’essa in cartapesta, che avvolge tutta la messa in scena.
Accanto all’osteria che si ammira sullo sfondo del presepe, si ritrova il forno, un vero bozzetto di vita popolare in cui compaiono sacchi di farina, fascine, ceste ricolme di fragranti pagnotte appena sfornate, ciambelle, tortani e altri pani tipici del Salento.
Il pane è chiaro simbolo di Cristo, definito nelle scritture, appunto, il pane della vita; ma è anche ammonimento.
Ben più profondo è il significato simbolico del mulino: da un lato è emblematico il segno delle ruote, quale raffigurazione del tempo che scorre; dall’altro è significativa la macina che trasforma il grano in farina, il cui colore bianco è fortemente in relazione con la morte, ma anche con la purezza.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *