Il vecchio e il mare

“Il vecchio e il mare” di Hemingway rappresentato in teatro, non ha bisogno di presentazioni, si propaga nel tempo come un’eco, fa ritorno, si ripresenta quando sembra essere distante, descrive una storia che ha qualcosa di poetico, qualcosa che non può essere immaginata, deve essere per forza vissuta.
Questo verrà rappresentato in Salento, al Teatro Fasano di Taviano.
Questo concerto-spettacolo è un ponte tra romanzo e poesia, tra canzoni e immagini; lo spettacolo rappresentato in Salento collega due mondi diversi e lontani in cui però uomini e mare cantano con la stessa lingua, lo stesso cuore.
Il capolavoro di Hemingway esplode attraverso le interpretazioni di Bruno Soriato, Robert McNeer e Salvatore Marci, che daranno vita alle pagine più belle e significative della letteratura di tutti i tempi: bellissimo e suggestivo il momento in cui il protagonista si crede sfortunato, e non è l’unico a pensarlo, ma non smette di avere fiducia, di sperare; lui continua a parlare con il mare, continua a pensare al mondo che c’è oltre l’orizzonte come qualcosa di raro, da cui attingere.
Molto intensa sarà anche la figura del bambino, Manolo: regia, scene e luci di Michelangelo Campanale faranno comprendere alla perfezione questo bellissimo rapporto, perchè il bambino risulta molto affezionato al vecchio tanto da prendersene cura come se fosse un figlio; tra i due c’è un rapporto molto intenso che prenderà vita sul palcoscenico anche se per il bambino è difficile accettare che il suo insegnante di pesca torni sempre a mani vuote.

Il nuovo finale in teatro anticipa l’arrivo di Santiago al porto, concludendo la sua storia con la sconfitta: il fato lo attende al largo.
Bellissimo sarà il momento, umanissimo nella sua grandiosa umiltà, in cui riconosce il perché della sua sconfitta.
Il vecchio ha un forte attaccamento al mare, la sua passione per tutto quello che vive nei sottofondi è tangibile nella lotta disperata e fragile che intraprende con un enorme pesce spada. Ma questa è solo una parte dell’avventura, perché il vecchio è costretto a combattere anche con degli squali enormi per salvare l’unico pesce che ha pescato: la drammaturgia di Katia Scarimbolodi con estrema maestria descriverà l’ammasso di sole lische rimasto del pesce.

Il personaggio di Santiago è un personaggio a cui ci si affeziona fin dalle prime battute sul palco: ispira tenerezza, fa sentire il pubblico subito dalla sua parte. Questa intensità di recitazione avvertirà il pubblico salentino che si attende numeroso per lo spettacolo in scena il 26 e il 27 marzo 2012.
Ma il pubblico di Taviano comprenderà la storia intera soprattutto a questo punto, quando con maggior chiarezza la vicenda di Santiago diventa quella di ogni essere umano.
Perché la storia del vecchio e del mare, non è soltanto quella di Santiago: per ogni uomo c’è un momento in cui all’inseguimento di un pesce, il fato ci attende, al largo.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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