IX edizione del Festival dei Giochi Tradizionali

IX edizione del Festival dei Giochi Tradizionali, dal 24-5-2013 al 26-5-2013, Ceglie Messapica

IX edizione del Festival dei Giochi TradizionaliFino a qualche decennio fa in Puglia i giochi praticati dai giovani quasi mai si identificavano con la necessità di mezzi finanziari.
Per qualche ragazzo fortunato possessore di una bicicletta, di un monopattino, di un paio di pattini a rotelle o di un vero pallone di cuoio, centinaia erano i ragazzi
che avevano solo la voglia di giocare.
L’evento che si tiene a Ceglie Messapica, nel ricordare a tutti i giochi tradizionali dei ragazzi di tanto tempo fa, si pone l’ obiettivo di salvaguardare e valorizzare i giochi del passato del territorio pugliese, quando semplicemente si inventavano giochi fatti di niente ma dove era necessario dimostrare bravura, forza e scaltrezza.

C’erano divertimenti a carattere sportivo nei quali si doveva correre, saltare e avere forza: tra questi si ricorda la comunissima “acchiapparella”; c’erano poi giochi di natura collezionistica ed emulativa, e altri di scaltrezza.
Sui marciapiedi si svolgevano molti dei giochi ma alcuni avevano bisogno proprio della strada: il traffico era minimo e quindi le strade erano dei ragazzi.
Un gioco sicuramente da ricordare (e ancora in auge) è “nascondino”, in italiano “rimpiattino”, dove quello a cui era toccato il compito di coprirsi gli occhi per non vedere dove si andavano nascondendo i compagni, doveva scoprire i nascondigli e correre prima degli altri a toccare il punto di partenza.
Da ricordare anche il gioco delle figurine che era famoso sia per la manìa della collezione, cioè completare la ·raccolta di tutta la serie, sia per la prova di bravura. Si giocava inginocchiati, si doveva lanciare la figurina verso il ciglio del marciapiede. e vinceva chi riusciva ad arrivare più lontano.
Analogo gioco era quello dei tappi metallici delle bibite o delle birre che con facilità si trovavano sotto o nei pressi dei tavoli dei locali pubblici.
Era normale vedere dei ragazzi aggirarsi cioè inchinati nei pressi delle birrerie o dei bar, e perfino sugli spalti dello stadio: anche per questo
gioco esisteva una raccolta e avvenivano degli scambi che mutavano di volta in volta a seconda delle rarità.
Molti altri giochi erano in auge a quei tempi come la trottola, detta “fitu” in dialetto salentino,  che ha avuto un grande successo ovunque: ci voleva molta abilità: aveva una forma conica e terminava con una
grossa punta metallica. Tutt’intorno era solcata da scanalature che permettevano l’avvolgersi di una funicella. Il gioco consisteva nel lanciare in terra la trottola trattenendo in mano un capo della funicella che la avvolgeva. Ruotando vorticosamente si liberava dello spago e arrivata in terra continuava a girare. Vinceva chi riusciva a farlo roteare più a lungo.

Alcuni giochi salentini avevano nomi dialettali difficilmente traducibili: stacchjie, u curre, u tire alla fune, alli pitrudde, jamme salame, alli palline, alli nuzzele, u batta parete, scavaddette, u turniedde, spaccachianghele, li carrettone, u salte a la corde, li cupirtune, alla mammaredde, alli quatt’anghle, l’arvere di la cuccagne, li pupe di pane, u ‘mbrellone e ci azzecche azzecche.
Il gioco da sempre ha stimolato l’inventiva, la curiosità, la manualità, l’ingegno; con il gioco i ragazzi, come accade anche oggi, si adattavano e si avvicinavanno alla società degli adulti.
A Ceglie Messapica, il recupero dei giochi tradizionali in questa straordinaria manifestazione, rappresenta pertanto la riscoperta della propria storia, delle proprie origini e del senso di appartenenza.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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