Jom, spettacolo teatrale a Bari

Anche per la stagione 2012-2013, a dispetto di bilanci sempre più magri a disposizione della cultura, il Teatro di Cagno di Bari propone un cartellone di grande ricchezza, capace di coinvolgere in modo trasversale il pubblico di ogni età e di ogni gusto. Un coinvolgimento che non si limita all’offerta di spettacoli graditi, ma che punta a mantenere viva quella partecipazione attiva che è la vera anima del teatro. E’ questo uno dei punti di forza del Teatro di Cagno che da anni ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel contesto culturale barese, non solo puntando sulla qualità degli spettacoli proposti, ma soprattutto aprendo il suo sipario e costruendo iniziative che si svolgono nelle più diverse ore del giorno, andando incontro alle necessità degli spettatori, dai giovanissimi ai più anziani.
Alla fine di Novembre ci sarà il terzo appuntamento della rassegna teatrale “giovedi e venerdi… a teatro”, e verrà presentato “Jom”.

“Jom” è una parola senegalese, e lo spettacolo narra dei problemi degli immigrati. L’Italia è un Paese razzista, perchè la collezione dei ‘singoli’ episodi, i cosiddetti ‘casi isolati’, in cui una persona viene insultata, aggredita, discriminata per via della sua appartenenza etnico-religiosa o anche solo per il colore della sua pelle, è ormai normalità quotidiana.
Forse il razzismo italiano contemporaneo non incorpora più, se non in settori marginali, le teorie del razzismo biologico otto-novecentesco secondo cui esisterebbero popoli superiori e popoli inferiori. Per intenderci: ora non si dice più che i negri sono selvaggi, gli ebrei subdoli e gli ariani invece nobili. Ci si mette a posto la coscienza precisando che apparteniamo tutti alla medesima razza umana, ma in molti casi si vorrebbe l’allontanamento degli immigrati.

“Jom” è uno studio teatrale che passa per le parole di Beckett, Sartre e Bay Mademba, che viene presentato al Teatro di Cagno di Bari. Viene presentato in un momento storico in cui gli arrivi dei clandestini provocano ancora irritazione e rabbia: ma il numero di irregolari è dovuto soprattutto alla complessità e alla contraddittorietà di alcuni aspetti della normativa italiana che riguardano proprio l’ottenimento del permesso di soggiorno. E’ per la difficoltà relativa all’avere tutti i documenti in regola, che gli immigrati irregolari sono costretti a lavorare in nero; quelli regolari, invece, pagano le tasse.
Negli ultimi anni è sicuramente vero che il fenomeno dell’immigrazione è aumentato, ma il numero degli irregolari è invece diminuito sensibilmente.

“Jom” racconta dei problemi dell’immigrazione; con Gabriella Altomare, Arianna Di Savino, Francesco Lamacchia, Vito Latorre, Marilù Quercia e Antonio Repole, questa commedia prova per un attimo a mettersi nei panni di un immigrato, per adottare il suo punto di vista, e vedere con i suoi occhi i problemi che ogni giorno si trova ad affrontare.
La commedia è un atto unico diviso in tre parti, e nella prima parte, si vede in scena, su un cubo, un uomo.  Il cubo rappresenta la condizione data, e si vede quest’uomo che rispetta regole precise, perentorie, ma imposte da altri. Le rispetta per libera scelta, o per convenienza, o per costrizione, o per necessità, nella sua condizione di immigrato.

Nella seconda parte dello spettacolo, attraverso le parole di Sartre, si racconterà di un immigrato, forse legale, che si trova al centro di un groviglio di omicidi, legami e contesti intrisi di potere, denaro e culture talvolta razziste. In tali contesti anche chi non è razzista si trova nella condizione di dover scegliere fra due uomini per salvarne uno. Di sicuro per scegliere ci vuole coraggio, perché decidere è un fatto di coraggio. Anche qui la decisione verrà presa per libera scelta, o per convenienza, o per costrizione, o per necessità, o per denaro o per ambizione di potere.
In questa seconda parte dello spettacolo, la retorica sull’immigrazione si ripete all’infinito, e ancor di più l’insieme di pregiudizi e luoghi comuni.
Colpa anche dei mass media che danno un quadro negativo e allarmante del fenomeno migratorio. I dati reali dicono invece il contrario, cioè che l’Italia senza gli stranieri sarebbe in ginocchio.
Il Direttore tecnico dello spettacolo, Giuseppe Dentamaro, porrà l’attenzione anche sulla lingua: la lingua è un ostacolo facilmente valicabile, ma purtroppo a volte rimane tale. Insieme alla lingua, c’è anche tra gli immigrati una scarsa conoscenza dei propri diritti. Quando ci si trova in uno stato di bisogno, si è disposti a sottostare ad alcuni ricatti, tralasciando i propri diritti.

Nella terza parte gli spettatori baresi potranno ascoltare gli aneddoti scritti da Bay Mademba nel suo diario “Viaggio della Speranza dal Senegal all’Italia”. Bay Mademba è un negro, immigrato clandestinamente, oggi cittadino italiano. Si ascolterà la voce del’emigrante che rappresenta tutti gli emigranti dal nord Africa: vivono tra noi, vivono con noi, ma se sei un immigrato le cose non sono molto semplici: lavoro, abitazione, lingua sono solo alcuni dei molti problemi che una persona straniera deve affrontare ogni giorno in Italia.

L’eccellente regia di Vito Latorre, mostrerà in definitiva che il pericolo più grande viene sempre dalla diffidenza della gente, diffidenza che ha radici profonde e che nasce dalla non conoscenza, e quindi paura di realtà diverse.

Per info
Teatro Di Cagno
Bari
ore 21:00
Ingresso  10,00 EURO
Tel. 080/5027439

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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