La Bellezza della fede, Le icone di Antonio Bongiorno a Lecce

In una civiltà visiva qual è quella in cui viviamo, la Chiesa ha la possibilità di evangelizzare oltre che con la parola di Dio e con le opere, anche con le sacre icone, servendosi cioè di una teologia visuale fatta di immagini, di colori, di simboli. L’icona diventa così un elemento di grande importanza per il Cristiano.
Viene posta nell’angolo più bello della casa e accompagna tutta la vita  della famiglia; per esempio, per un battesimo si fa scrivere un’icona della lunghezza del bambino, è presente ad un banchetto di nozze, al capezzale di un moribondo, eccetera.
Nelle chiese ortodosse per esempio si trova l’iconostasi, o muro di icone, che separa i fedeli dal luogo del culto, riservato al sacerdote; questa potrebbe sembrare una separazione, in realtà serve per rendere in immagini la Fede  scoprendo il mistero di Dio ai fedeli.
Con il termine “Iconografia”, si può definire l’antica arte di tradurre la Parola Sacra con colori e forme, ovvero di rendere visibile il sacro attraverso l’immagine: l’iconografia nasce con il Cristianesimo, ma solo con il Concilio di Costantinopoli del 691 si dà agli artisti la possibilità di raffigurare il Cristo con sembianze umane.

Le icone di Antonio Bongiorno saranno esposte a Lecce, presso il Castello Carlo V, nella Sala Esposizioni, a piano terra.
Ciò che è dipinto nelle icone di Bongiorno, è la realtà vista con gli occhi della Fede: l’immagine non deve suscitare emozioni umane, ma deve far conoscere un mondo soprannaturale. L’icona aiuta a far vedere la luce di Dio ed in essa viene rappresentato tutto ciò che è detto nel  Vecchio e nel  Nuovo Testamento.
Antonio Bongiorno, oltre che iconografo, è diacono permanente dell’Arcidiocesi di Lecce.
Dopo i primi esordi come pittore contemporaneo, si è avvicinato al mondo dell’icona frequentando la scuola di Seriate come allievo di padre Egon Sendler. In seguito ha approfondito la tecnica iconografica della scuola di Rublev con il maestro Aleksandr Stal’nov di San Pietroburgo.
Oltre che presso privati e chiese, le sue icone sono presenti in vari libri che propongono la meditazione sui misteri della fede e sui testi sacri con l’ausilio delle immagini: “La via della croce” (2004), “Lo splendore dell’icona” (2005) e “Lo splendore dell’amore” (2009). In essi si parla anche dell’iconoclastia, lalotta contro le immagini di cui fu promotore l’imperatore Leone III Esaurico, che emanò un editto con cui si vietava qualsiasi raffigurazione della divinità, attuando vere e proprie persecuzioni degli iconografi e imponendo la distruzione di tutte le immagini esistenti.
Gran parte delle icone venne pertanto distrutta, cosicché non ne esistono molte del periodo antecedente il 1100;  solo nel 731 Papa Gregorio III si appellò all’imperatore e denunciò il movimento, scomunicando gli iconoclasti.

Dal 31 ottobre all’11 novembre prossimo, le icone di Bongiorno saranno esposte a Lecce. Ciò che egli dipinge nell’icona è la realtà vista da un diacono. Scelta tecnica iconografica è di far partire tutti gli elementi rappresentati, dal buio che è inteso come peccato dal quale ci si allontana, fino a raggiungere la luce, attraverso un cammino, che per tutti è uguale in partenza. Quindi un cammino difficile che porta dalle tenebre del peccato alla luce della Divinità e della Grazia.
Tutte le icone presentate a Lecce, pur diverse tra loro, hanno un’affinità comune ed un  comune intento: testimoniare l’invisibile, sostenere la Fede, aiutare a pregare.

“La Bellezza della fede – Meditare il Credo con le icone” è il volume di Antonio Bongiorno (Edizioni Paoline), che introduce alla bellezza della fede attraverso le icone, mostrando in maniera chiara e convincente uno studio sulle icone, che dimostra la grande importanza delle immagini sacre  per la fede e la vita di preghiera del cristiano.
La prefazione è dell’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Il testo di Antonio Bongiorno  offre un’occasione particolarmente propizia per approfondire i misteri della fede cristiana proposti dal Credo a partire da alcune immagini, che di essi sono una meditazione.

Le icone sono una testimonianza di fede, scaturite dalla contemplazione: Bongiorno attratto dalla bellezza della rivelazione e in atteggiamento orante, si lascia condurre docilmente per tradurre in forme e colori il mistero che ha animato la sua preghiera. In tutte le icone del Bongiorno, si nota al accurata scelta del soggetto da rappresentare e la conseguente realizzazione del disegno su carta, che in genere lui effettua abbozzandolo a mano libera, o servendosi di modelli derivati dalla tradizione.
Il linguaggio della bellezza è una strada privilegiata di nuova evangelizzazione, e al disegno segue l’incisione del soggetto realizzato su carta: è questa una tecnica antica, classica, utilizzata anche dai grandi artisti. La stesura dei  colori di  base, iniziando  da quelli  più  chiari (vesti, veli) e concludendo con la stesura dell’incarnato, è precisa e accurata.
Poi c’è la fase dell’indoratura con gli elementi conclusivi :aureole, iscrizioni, cornice.
Quando l’icona è asciutta, sià “unge” con l’olifa, essiccante in olio di lino, che assicurerà la conservazione perenne dei colori.

Per info:
Lecce
castello Carlo V
Ingresso libero
Tel. 338 8109519

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

Un pensiero su “La Bellezza della fede, Le icone di Antonio Bongiorno a Lecce

  1. gentile Sig. Antonio Bongiorno desidererei sapere il nome della casa editrice dei suoi libri Lo splendore dell’icona nelle feste liturgiche e Lo splendore dell’ampore. La ringrazio per l’attenzione. cordiali saluti.l

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