La corsa dei buoi a Chieuti

La corsa dei buoi a Chieuti, dal 21-4-2013 al 24-4-2013

In occasione della festa di San Giorgio, Chieuti, che sorge vicino Foggia su una collinetta sulle rovine della città italica di Cliternia, si veste di festa, attorno alla leggenda di San Giorgio. Risalendo la corrente delle tradizioni, la partecipazione popolare che si ricava dalla produzione orale di storie e leggende è un flusso abbagliante ricco di vitalità propria, e che merita di essere svelato con passione, come accade per le leggende che ruotano attorno a questo Santo, così amato a Chieuti.
San Giorgio nacque forse nella città di Silene attorno all’anno 280 d.c., da cui però partì giovanissimo; dalla Cappadocia passò in Palestina insieme alla madre, e venne educato alla religione cristiana fino a quando entrò nel servizio militare. Quando si trasferì in Palestina si arruolò nell’esercito dell’Imperatore Diocleziano; illuminato, distribuì tutti i suoi averi al popolo.

La suggestiva processione che si tiene a Chiuti con la figura del Santo che protegge la vergine dal drago, deriva dalla leggenda che narra che in una città della Libia chiamata Selem, vi era un grande stagno dove
si nascondeva un terribile drago. Questo drago, avvicinandosi alla città, con il suo fiato di fuoco uccideva tutte le persone che incontrava. Per placarlo e renderlo mansueto, gli abitanti di Selem gli offrivano due pecore al giorno,ma quando le pecore iniziarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli ogni giorno una pecora e un giovane tirato a sorte. Un giorno venne estratta la figlia de lre, la principessa Silene. Il giovane cavaliere Giorgio,
saputo dell’imminente sacrificio trafisse il drago con la sua lancia; il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece portare fuori città da quattro paia di buoi.
Dalla leggenda dei buoi nasce la Corsa dei buoi che si tiene ogni anno il 23 Aprile a Chieuti: alla manifestazione molto folkloristica partecipano quattro cosiddette “contrade”; ogni contrada è formata da un carro del peso di oltre 200 chili e da un numero più o meno variabile di cavalli che va da dodici a quindici. Sul carro vi prendono posto due persone e viene trainato velocemente da una pariglia di buoi per un percorso di circa cinque chilometri che in parte attraversano la campagna ed in parte il centro abitato.

La parola folklore deriva da due termini che designano “le credenze (lore) del popolo (folk), cioè di quei gruppi sociali che, esclusi dal potere e dalla cultura cosiddetta “alta” imperniata sulla trasmissione scritta, occupano nella gerarchia della società i più bassi “gradini”; questa manifestazione tramandata nel corso dei secoli tra la popolazione, è ancora oggi viva, e richiama centinaia di turisti ogni anno.
Il giorno della “Corsa” dopo che il Sindaco ha estratto l’ordine di partenza, carri e carrieri si dirigono verso la chiesa per ricevere la benedizione. A questo punto ci si dirige in aperta campagna, da dove ha inizio la gara: al segnale convenuto i carri si girano su sé stessi ed i buoi iniziano a galoppare, trascinando il carro addobbato, verso il paese, tra incitamenti e divertimento della folla.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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