La famosa festa di San Brizio a Calimera

Nel corso di molte festivitá religiose distribuite lungo il corso dell’anno a Calimera, come ad esempio il Corpus Domini, la Domenica del Sacro Cuore o l’Ascensione di Maria, si usa portare l’icona del Santo fuori dalla chiesa e trasportarlo per campi e sentieri. In processione si portano stendardi, immagini, statue, ceri e candele. Così accade anche durante la festa di San Brizio, che si tiene il 28 e il 29 Luglio, mentre una lunga processione ricorda una leggenda che narra di un tale Cordulo, cittadino di Calimera, che, vivendo a Tours in Francia, aveva una grande nostalgia della sua patria; pregò il Santo di esaudire il suo desiderio di ritornare in patria e quella notte fece un sogno: gli apparve un vecchio che gli chiese perché fosse triste. Il vecchio consigliò a Cordulo di recarsi la notte seguente sulla spiaggia, dove avrebbe trovato chi avrebbe potuto ricondurlo in patria. La notte successiva Cordulo si recò in spiaggia e trovò ad attenderlo una barca guidata proprio dal vecchio che gli era apparso in sogno e che, in un battibaleno, lo riportò sulle coste salentine. Il vecchio gli rivelò di essere proprio San Brizio e di volere prendere sotto la sua protezione la cittadina di Calimera.

Le processioni nel Salento hanno origine nella supplica che i fedeli rivolgevano al Santo per ottenere un buon e ricco raccolto, per essere risparmiati dalla siccitá, dai temporali o da altre forze della natura che potevano danneggiare la mietitura.
Oggi, la processione in onore di San Brizio, ricorda la leggenda che si narra, ma soprattutto Brizio giovanetto, affidato a san Martino che lo portò con sé nel monastero di Marmoutier dove, completata l’educazione, emise i voti religiosi. Il suo carattere ribelle lo portò ad avversare il suo stesso maestro. Tuttavia nel 397 si trovò a succedergli sulla cattedra di Tours, che dovette poi lasciare. Dopo uno scandalo, e riconosciuto finalmente innocente, tornò a Tours dove guidò la comunità locale ancora per sette anni.

La popolazione di Calimera onora il proprio santo patrono, il cui simbolo è il bastone pastorale, con festeggiamenti solenni, segno esteriore di un’antica devozione straordinariamente sentita e profondamente radicata, non soltanto nei calimeresi ma anche in un gran numero di fedeli provenienti da tutta la provincia.

Alla festa religiosa se ne affianca una in cui i partecipanti potranno degustarte le specialità tipiche di Calimera. Le lavorazioni per la conservazione dei prodotti della terra e del mare hanno sempre avuto un ruolo primario nella gastronomia di Calimera. I metodi utilizzati sono diversi e favoriscono tutti un lungo mantenimento: le tecniche più tradizionali prevedono l’esclusivo utilizzo dell’olio extravergine d’oliva del Salento, che, grazie alla sua azione isolante, permette di conservare molti alimenti proteggendoli dai batteri presenti nell’aria. Si conserva di tutto: dagli inimitabili pomodori essiccati sotto il sole estivo, alle saporitissime melanzane tagliate a filetti, alle dolcissime olive nere e verdi, che insieme ai capperi costituiscono un ottimo antipasto. E ancora carciofini, funghi porcini e cardoncelli, tipici di queste zone, nonché i piccantissimi peperoncini rossi, vero orgoglio salentino.  Tutto questo e molto altro sarà possibile gustare e acquistare alla festa di Calimera.
Ma è soprattutto dal mare del Salento che si ricava la materia prima per le conserve più gustose: i tonni pescati lungo la costa Jonica, dalla carne compatta e di un bel colore rosso scuro, una volta sott’olio, costituiscono il complemento ideale di sughi e insalate, offerte su stand appositamente allestiti al centro della graziosa cittadina.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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