La Festa di San Domenico a Cavallino e la leggenda del pozzo

La devozione ai santi è antichissima nella Chiesa, le sue radici affondano nel culto familiare dei defunti presente in tutti i popoli, anche ai nostri giorni. La Chiesa infatti riporta il legame familiare, fondato sui vincoli del sangue, alla dimensione della nuova famiglia dei figli di Dio, rinati attraverso il sacramento del battesimo.
Nasce da qui l’uso di riunirsi a pregare presso le tombe dei defunti, specialmente perché i primi morti cristiani furono fratelli nella fede, morti per la fede.

Fu allora che San Domenico si convinse che bisognava dare l’esempio e vivere in umiltà e povertà e maturò l’idea di un ordine religioso, una comunità femminile che accoglieva donne, le religiose domenicane che esistono ancora oggi. A Domenico si avvicinavano anche uomini, ma questi resistevano poco al rigoroso stile di vita da lui preteso per testimoniare con l’esempio la fede cattolica.  Solo nel 1216 papa Onorio III diede l’approvazione ufficiale e definitiva all’ordine fondato da Domenico.
Nel 1212 San Domenico, durante la sua permanenza a Tolosa,  ebbe una visione della Vergine Maria e la consegna del rosario, come richiesta ad una sua preghiera per combattere l’eresia senza violenza. Da allora il rosario divenne la preghiera più diffusa per combattere le eresie e nel tempo una delle più tradizionali preghiere cattoliche.

La devozione verso San Domenico, artefice di una delle riforme più importanti del modo di vedere la fede nella dottrina cattolica, si manifesta in tutto il suo splendore nella festività estiva dedicata al Santo a Cavallino, in Salento. La notorietà delle numerose leggende miracolistiche legate alle sue intercessioni fanno accorrere a Cavallino fedeli da ogni parte d’Italia, mentre i fedeli di Cavallino lo proclamarono patrono e difensore perpetuo della città.

Come spesso succedeva nella realtà rurale dei paesini in passato, la credenza mistica si mescolava a superstizioni mutuate dalla cultura pagana, come quella del Pozzo di San Domenico, secondo la quale solo le acque prese da lì sarebbero state pure e limpide.
Il pozzo che si trova a Cavallino, fu eretto nel 1633 per volontà di Beatrice Acquaviva d’Aragona: fu un dono di pubblica utilità alla comunità cavallinese e svolse la sua funzione per circa trecento anni. Fu completato nel 1636 con la posa della statua di San Domenico di Guzman. Si narra dunque che da quel pozzo le donne del paese attingessero un’acqua sorgiva pura e fresca, mentre dai pozzi delle case situate alle spalle della statua del Santo scaturiva un’acqua densa e salmastra, quasi imbevibile.

In programma nei due giorni di festa a Cavallino, la processione per le strade del paese e la festa civile con uno spettacolo musicale ed i fuochi pirotecnici in onore del Santo, che lasceranno, come ogni anno, meravigliati e stupiti.
Inizialmente venerato solo per ricordarne il giorno della morte, oggi di San Domenico se ne prega l’intercessione: la celebrazione annuale della memoria di San Domenico è occasione per accostarsi al Signore attraverso la celebrazione e la partecipazione alla Messa; le preghiere che si rivolgono ad esso sono un modo indiretto di rivolgersi a Dio, facendosi come “raccomandare”.
La vera devozione a  san Domenico a Cavallino, acquista così la sua giusta espressione: ritorno a Dio attraverso la vita sacramentale, preghiera in comunione con il santo e impegno a vivere secondo l’esempio che ha lasciato.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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