La festa di Santa Vittoria

Il Salento, nella località di Spongano, vanta in Dicembre una delle feste religiose e popolari più sentite, quella di Santa Vittoria. Le tradizioni religiose del Salento hanno radici molto antiche: sono tante le immagini religiose che accompagnano la vita di paesini e cittadine e che si manifestano ancora oggi in molti angoli di strada con la presenza di crocifissi ed iconografie del Cristo. E a testimonianza di ciò, il popolo salentino partecipa attivamente alla vita religiosa, con la presenza numerosa nelle processioni e nelle manifestazioni.

La festa di Santa Vittoria per gli abitanti di Spongano preserva la tradizione anche attraverso l’uso di antichi vestiti, e qui, più che in ogni altro luogo del Salento, le feste della religiose sono fortemente radicate nella memoria degli abitanti e tra loro particolarmente sentite, tanto che le tramandano di anno in anno alle generazioni più giovani, conservando intatta la loro essenza più profonda.
La leggenda vuole che Vittoria rifiutasse le nozze con un patrizio perché consacrata a Dio e fosse quindi mandata in esilio in Sabina, presso la città  di Trebula Mutuesca dove viveva un dragone il cui sbuffo faceva morire uomini ed animali. Domiziano, signore di Trebula, si recò nel posto e la pregò di salvare la città dal drago; rispose Vittoria con una frase celebre: “Se voi, abbandonati gli idoli, adorerete Cristo, vi mostrerò come questo dragone fuggirà da voi”. Domiziano promise che tutti gli abitanti sarebbero diventati cristiani, se il drago fosse stato sconfitto, e la Santa due giorni dopo liberò la città dal pestifero drago.

La festa è detta de “Le Panare”, si svolge il 22 Dicembre con cesti ricolmi di sansa che vengono fatti lentamente bruciare. La sansa è il residuo della spremitura delle olive, prodotto estremamente famoso in queste zone del Salento, fatto da bucce, pezzi di noccioli e polpa già spremuta; da questo residuo si estrae un olio con un solvente, che viene usato appunto come combustibile.
Si festeggia dunque con il fuoco il raccolto ottenuto in una terra dalla lunga e profonda tradizione olearia, augurandosi raccolti abbondanti per gli anni a venire.
Tradizione vuole, infatti, che il bruciare questi cesti simboleggi il sacrificio della Santa  che venne trafitta con una spada, in un rogo di cui le “Panare” sarebbero il simbolo.

Non mancheranno simpatici spettacoli, palloncini e bancarelle di dolci per la gioia di tutti i bambini. Musica, giochi popolari, gare, premiazioni e degustazione di prodotti locali, faranno da padroni. E ovviamente un incantevole spettacolo pirotecnico chiuderà la serata.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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