La Madonna del Verde a Maruggio

Maruggio, ridente paese agricolo di lontane origini, il 21 Novembre 2012 festeggia la Madonna del Verde. La storia della cittadina affonda nel tempo: la comunità che lo anima può ancora vantare un invidiabile patrimonio di tradizioni e d’arte.
Il nome deriva dalla presenza in questa città di una vallata ricca di erba, detta in dialetto locale maruggiu, e la devozione degli abitanti di Maruggio per questa Madonna, risale al miracolo di aver guarito dal favismo molti bambini che soffrivano di un’improvvisa distruzione dei globuli rossi e quindi la comparsa di anemia con l’ingestione di fave, piselli o verbena.
Ecco perchà Madonna del Verde.

I festeggiamenti prendono il via lunedì 21: a partire dal tardo pomeriggio tutta l’area comincia ad animarsi di tantissimi eventi che coinvolgono questa comunità di fedeli: essi pregano con la “ssittàta alla Matònna” presso il santuario fino alle 17 quando la statua viene traslata nella Chiesa Matrice per la messa.
Questa chiesa, molto cara agli abitanti di Maruggio, è dedicata alla Natività della Vergine Maria, ed è un’opera di notevole importanza edificata integralmente in carparo, nel centro storico, con suggestive decorazioni di conchiglie e rosette. Quando si avvia  la processione che porterà la statua della Madonna alla Chiesa Matrice, dove arriverà al tramonto  tutti gli abitanti di Maruggio vi partecipano e anche i fedeli provenienti da tutta la valle e da molti paesi limitrofi. Lungo il tragitto vengono effettuate alcune pause di preghiera.

La festa della Modonna del Verde è dunque strettamente legata all storia del paese, tenendo ben presente il quadro generale dell’intera storia del Salento. Né potrebbe essere diversamente, per leggere e valutare nel modo giusto le vicende locali. La festa religiosa dunque, si svolge ad ampio respiro, con rigore cronologico e secondo i dettami della storiografia. L’attenta analisi delle fonti scritte si desume dal notevole numero di documenti d’archivio, ed il ricorso alla letteratura storica è testimoniato dai racconti degli anziani del luogo.

Nei pressi della torre dell’orologio risalente al 1855, numerosi stand gastronomici allestiti per l’occasione, offriranno prodotti tipici della zona, quali la puddica, una specie di pane; li pizzarieddi e l’orecchietti, per chi ama i primi piatti; li fai e foji (fave e verdure), purè di fave con spicchi di pane e verdure; li pummitori mmiricani rrustuti, pomodori arrostiti e conditi con olio, peperoncino e sale; la puccia alla vampa, simile al pane; li fai vierdi, ossia fave soffritte; la cucuzza para para; la cutugnata, ossia la marmellata di melocotogne.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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