La notte degli Ipogei a Canosa

Basterebbero poche attenzioni verso alcuni aspetti oggi totalmente accantonati per comprendere ancora meglio l’importanza degli Ipogei di Canosa. E’ per questo che nelle serate del 18 e del 25 Agosto 2012, verrà proposta la attesissima “Notte degli Ipogei”, una passeggiata guidata nell’architettura funeraria meglio conservata della necropoli daunia, nota soprattutto dai documenti d’archivio e dalla letteratura archeologica ottocentesca.

In tutta la Città di Canosa vi è la pietra detta tufo, atta a ricavare pozzi o otri per conserve d’acqua, conserve di grani, di formaggio e cacio, di vino: otri che sono di tale perfezione in questa città, da non avere pari. Canosa è considerata uno dei principali centri archeologici della Puglia: reperti canosini sono disseminati in numerosi musei e le forme più diffuse sono l’anfora e l’askòs; altra caratteristica di questi vasi è la presenza sulla loro superficie di una ricca policromia: su un’ingubbiatura bianca compaiono spesso i colori rosa, rosso, turchino e giallo.
Naturalmente tantissime e preziosissime testimonianze sono disseminate nella città attuale. In particolare alcuni grandi contenitori a decorazione plastica, di chiara impronta ellenistica, scambiati inizialmente per vasi ossuari, di recente sono stati classificati come suppellettili esclusivamente funerarie.
Seconda la leggenda, Canosa fu fondata da Diomede e fu una delle principali città della Puglia. Fu abitata sin dal Neolitico, ma le testimonianze più importanti ci pervengono dalla civiltà dei Dauni. Dal VII al V sec. a.C. si sviluppò l’abitato con palazzi e tombe aristocratiche ricche di corredi.
Ma la maggior parte dei reperti si trova negli ipogei.

Sia il 18 che il 25 agosto, nell’ambito degli “Open days”, verrà proposta la “Notte degli Ipogei” a cura della Fondazione Archeologica Canosina: Canosa possiede un tesoro sotterraneo, costituito dagli ipogei, antichissime strutture usate come catacombe pagane dal 6000 a.C. al II secolo d.C.: molto suggestive le stanze funerarie,e gli oggetti personali dei vari defunti ritrovabili in urne o deposti in nicchie, oltrechè affreschi allegorici del passaggio del defunto alla vita ultraterrena.
Gli Ipogei Lagrasta sono il complesso funerario più importante di Canosa, e sono formati da tre ipogei: Ipogeo Lagrasta I, II e III. L’Ipogeo Lagrasta I è scavato nel tufo ed è composto da nove ambienti; all’interno sono ancora visibili tracce d’intonaco di colore rosso e bianco. L’Ipogeo Lagrasta II è costituito da due camere in asse con il dromos e da un ambiente che si apre a sinistra. L’Ipogeo Lagrasta III consta di un dromos inclinato con un ambiente in asse.
Si potrà poi ammirare l’ipogeo dei Serpenti Piumati composto da quattro camere con dromos a scalini piccoli. Questo ipogeo prende il nome dalla decorazione dei vasi che sono stati ritrovati e oggi custoditi presso Palazzo Sinesi.
Anche l’Ipogeo del vaso di Dario risulta molto interessante: contiene oltre a morsi di cavallo e armi, che fanno pensare alla sepoltura di un cavaliere, anche il gruppo di vasi del Pittore Dario eseguiti tra il 340 e 320 a.C., vasi dalle grandi dimensioni che  rappresentano soggetti storici e mitologici.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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