La pettolata di Santa Caterina

La cucina pugliese è strettamente collegata alle vicende storiche e culturali della regione, come alla vita religiosa e spirituale dell’isola. Si tratta infatti di una cultura gastronomica regionale complessa ed articolata, che mostra tracce e contributi di tutte le culture che si sono stabilite in Puglia negli ultimi due millenni.
Dalle abitudini alimentari della Puglia greca, rinomate in tutto il mondo antico, alle prelibatezze del passato contadino, passando dai dolci arabi e dalle carni di cavallo cucinate per strada: tutto contribuisce a rendere varia la cucina pugliese.
A Santa Caterina di Nardò, un paesino sulla costa ionica tra Porto Cesareo e Gallipoli, a ridosso dello splendido Parco Naturale di Porto Selvaggio, la fine del mese di Novembre è dedicata alla cucina tipica salentina, oltre che al culto di Santa Caterina.

Nei piatti della cucina salentina si usa esclusivamente l’olio extravergine d’oliva, sia per cucinare che per condire. Il burro è ben poco usato, la sugna viene utilizzata solo per ammorbidire l’impasto di alcuni dolci.
Gli ingredienti principali sono soprattutto vegetali o marini (pesce e molluschi). La carne è utilizzata di rado, e per lo più in forma di frattaglie. Il pesce è tradizionalmente molto presente nelle tavole dei salentini, servito fresco, aromatizzato con olio, aglio o con olive e capperi.
Ma il piatto più tipico sono le pettole, frittelle fatte con un impasto a base di patate, da mangiare calde e spolverate di zucchero. Si potranno gustare chiacchierando, o girando tra le affascinanti dimore storiche della cittadina, come la villa Taverna e la Villa del Vescovo (la dimora estiva del vescovo di Nardò), che faranno da sfondo a  bancarelle con mercanzia di ogni genere basata sull’artigianato locale. All’ombra della spettacolare torre normanna, detta Torre Santa Maria dell’Alto ( o comunemente  Torre dell’Alto) sullo sperone roccioso a strapiombo sul mare, numerosi stand verranno allestiti per mettere in mostra tutto ciò che la zona offre:  prodotti dell’agricoltura, prodotti dell’industria tessile, stand basati sulla tradizione vinicola e olearia del luogo.

Le pettole vengono preparate in onore della santa patrona della cittadina, Santa Caterina: per molti secoli gli abitanti del Salento hanno venerato numerosi santi, cui hanno chiesto aiuto e protezione, rivolto preghiere, intitolato chiese e cappelle, dedicato statue e processioni. Il culto di Santa Caterina è particolarmente sentito: i devoti si dirigono verso la salita che porta alla piccola chiesa dedicata alla martire dove viene ogni anno celebrata la messa solenne delle ore 18, animata dai canti del coro parrocchiale “Santa Caterina” e celebrata dal vescovo della diocesi di Nardò.

Santa Caterina è molto cara agli abitanti di queste zone del Salento. Figlia di nobili, abitante ad Alessandria d’Egitto nel I secolo d.C. invitò Massimino Daia, governatore di Egitto e Siria a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell’umanità, e ne rifiutò il matrimonio;  venne condannata a morte in una grande ruota dentata dalla quale però si salvò; ma il miracolo non servì, perchè venne decapitata. Secondo la leggenda gli angeli portarono il suo corpo fino al Sinai.
Al termine della celebrazione religiosa del 25 Novembre 2011, si svolge la tradizionale “pettolata” nel vicino oratorio della chiesa.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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