L’Amleto di Manfredini a Bari

Bari presenta lo splendido “Amleto” di William Shakespeare: a qualche mese di distanza dall’anteprima in forma di studio allestita lo scorso autunno al Teatro Herberia di Rubiera, debutta al Teatro Kismet OperA “Amleto”, lavoro di cui Danio Manfredini è interprete, traduttore e regista.,
Tra le opere teatrali di Manfredini, alcune delle quali già presentate al Kismet OperA, si ricordano La crociata dei bambini dal poema di Bertolt Brecht,Notturno, Miracolo della rosa (1988) con il quale vinse il Premio Ubu ’89, il recital per sax e voce Misty (1989),  lo spettacolo La vergogna a cui cambiò il titolo in Hic desinit cantus, opera ispirata a Pier Paolo Pasolini e Jean Genet, Cinema Cielo del 2003.

Con Amleto, Manfredini fa un confronto con un testo del repertorio classico che arriva dalla lontananza dei secoli, e che sarà affidato a Guido Burzio, Cristian Conti, Vincenzo Del Prete, Angelo Laurino, lo stesso Danio Manfredini, Amerigo Nutolo, Giuseppe Semeraro, Giovanni Ricciardi. Per tutta la durata dello spettacolo, lo spettatore potrà avvertire un perenne equilibrio tra illusione e verità che può riassumersi in varie sensazioni. Questa breve, lapidaria, affermazione è una sintesi perfetta delle emozioni che si provano ammirando al teatro Kismet questa stupenda opera: una prepotente dialettica di suoni, di luci, di colori, di passioni elementari.

Adattamenti, composizioni, ed esecuzioni musicali a cura di Giovanni Ricciardi, renderanno questa rappresentazione teatrale, privata delle ripetizioni informative e degli aspetti puramente letterari, un vero capolavoro. Nell’Amleto presentato a Bari, son state mantenuti infatti i fatti essenziali della vicenda, fatta di personaggi, contesti e circostanze in cui si può trovare l’essere umano nel corso della sua esistenza, permettendo all’emozione di accompagnare i puri dati storici.
Lo spettacolo, della durata di 2 ore e un quarto, metterà in scena la percezione di Amleto, il suo modo di essere nell’esistenza, la sua aspirazione a non essere, a non aderire al suo contorno sociale: l’Amleto di Manfredini è un uomo che sogna, immagina, fantastica, vive il reale filtrato dalle sue sensazioni, sentimenti, amplifica alcuni aspetti, ne deforma altri.
“Racconta di me e della mia causa, non dimenticare….”: sono le ultime parole che Amleto morente rivolge ad Orazio, l’amico carissimo, l’unico sopravvissuto della storia.
E questi, sul palco del teatro Kismet,  accoglierà la preghiera e ne diventerà il testimone.
Col procedere del tempo però, com’è normale, il ricordo si sbiadisce e si deteriora
e nella mente di Orazio la vicenda si confonde e si scompone.
Una sequenza più o meno logica di quadri che gli spettatori di Bari ammireranno, in cui i volti e le immagini emergono dal buio con la rapidità di un battito di ciglia. Le azioni si susseguiranno al ritmo ossessivo del ricordo, si confonderanno e si mischieranno come avviene nella mente di Orazio, che restituirà una storia spezzata, frammentaria, ma colma di umanità.

Danio Manfredini  si è anche occupato della realizzazione delle maschere che gli spettatori di Bari potranno ammirare; artista di riferimento per molti artisti e spettatori, Manfredini, ormai giunto al pieno della sua maturità artistica, mette in scena al Kismet OperA il testo capitale della drammaturgia di ogni tempo.
Attivo fin dagli anni settanta, Manfredini connota il suo percorso artistico nel rigore di una ricerca teatrale condotta sempre al di fuori di percorsi codificati, in uno sviluppo tracciato nel segno forte di una ferrea disciplina etica ed espressiva di cui la pratica pittorica che Manfredini esercita da anni, è parte integrante e imprescindibile.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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