Le leggende della Madonna di Celimanna a Supersano

Le leggende della Madonna di Celimanna a Supersano, 7-7-2013, Supersano

Le leggende della Madonna di Celimanna a SupersanoUna delle feste più importanti nel basso Salento è quella della Madonna di Celimanna, che si celebra solennemente nella cittadina di Supersano all’inizio di luglio.
Supersano da secoli, ha una profonda devozione verso Maria Santissima, che venera, sotto il titolo della Celimanna; una devozione che è entrata nella storia non solo religiosa, ma anche civile della città; che ha dato origine e forma a manifestazioni religiose e popolari, che fanno parte ormai del patrimonio culturale del popolo di Supersano.

Sueprsano è una cittadina che si esalta e si ritrova nella sua Patrona, sente la Madre di Dio particolarmente vicina, da Maria si sente protetta e difesa.
La cripta della Madonna di Celimanna presenta suggestivi affreschi murali del XIII secolo e didascalie in lingua greca e latina; si trova alla sommità del cimitero di Supersano accanto al bellissimo santuario costruito nel 1746 da un principe romano il quale, scampato ad una malattia per l’apparizione di Maria, che gli si rivelò col titolo di Celimanna, volle andare nel luogo caro alla Vergine.
La leggenda narra che il suo cavallo si inginocchiò una prima volta all’entrata del paese, poi sulla strada che porta alla serra e una terza volta nel luogo dove il principe volle costruire il santuario, a perenne riconoscenza per la guarigione avuta.

La Madonna di Celimanna o Coelimanna, protettrice di Supersano, viene ricordata la prima domenica di luglio, quest’anno il 7 luglio; i festeggiamenti presentano alcuni elementi comuni ad ogni altra festa, quali luminarie, concerti bandistici, gare pirotecniche, ma anche elementi particolari, come le danze popolari di pizzica, le esposizioni e le fiere dell’artigianato locale e nazionale.
Il nome “Celimanna” deriva dal fatto che la manna era il cibo che, secondo la Bibbia, era piovuto dal cielo agli ebrei, mentre si trovavano nel deserto alla ricerca della terra promessa. Il cursus storico della nascita e del progressivo sviluppo del culto in onore della Madonna di Celimanna da parte del popolo di Supersano, vede questa manna scendere dal Cielo per mezzo di Maria.

Alcuni strumenti che ancora oggi si possiedono quali opuscoli, libretti di preghiere e di devozione, novenari, immaginette, poesie e canti, in onore della Madonna di Celimanna, costituiscono un patrimonio ricco e vario della cultura e della religiosità della popolazione di Supersano. Infatti, questi sussidi e questi strumenti messi nelle mani dei fedeli, anche se spesso disomogenei nel linguaggio, nelle espressioni e nella forma, ma diffusi largamente tra il popolo credente, rappresentano la manifestazione di una tipica religiosità popolare nata al di fuori dei riti e delle parole prescritti dalla liturgia della Chiesa.
Nascono infatti da una antica leggenda legata al culto della Vergine: nel XV secolo, mentre una pastorella conduceva il suo gregge presso la serra di Supersano, le apparve d’improvviso una signora che le chiese di recarsi in paese a chiamare il curato e le assicurò che si sarebbe presa cura lei del gregge della ragazza fino al suo ritorno. La fanciulla chiamò il parroco, il quale accorse sul luogo dove si era verificata l’apparizione e gli indicò il cespuglio dove lei continuava a vedere la signora che il parroco, invece, non riusciva a vedere. Il curato credette comunque al mistero e, ritornato in parrocchia, informò tutti del miracolo. Il popolo si recò presso il luogo dell’apparizione e nel cespuglio, si scoprì un antro e poi una cripta: dentro c’era un altare con una nicchia in cui era affrescata l’immagine della Madonna, con un’iscrizione greco-latina che diceva: “Virgo Manna Coeli”.
Quella grotta, rimasta sepolta, era potuta così sfuggire alle devastazioni dei barbari.

Oggi a Supersano, tra la Chiesa e la Madonna di Celimanna i legami non sono soltanto numerosi e stretti: sono essenziali, sono intessuti dal di dentro. Questi due misteri sono più che solidali: si può persino affermare che essi sono un unico mistero, vivibile anche durante la processione nella quale la Madonna viene portata nella chiesa Madre ove rimane in esposizione per quaranta giorni.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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