Lequile e le leggende di Santu Itu Piccinnu

dal 12-2-2014 al 13-2-2014 #lequile #leggendereligiose #salento

Lequile rappresenta in Salento una cittadina ricca di costumi e tradizioni, con un patrimonio culturale che abbraccia luoghi e modi di fare eterogenei. I molteplici scenari che la natura a Lequile mette a disposizione sembrano fondersi perfettamente con le tradizioni: scogli e paesaggi di mare, dolci e verdi colline ma anche caratteristici luoghi di campagna, dove gustare prodotti locali dai sapori rustici, tengono vive molteplici tradizioni, tra le quali spicca la Festa in onore di San Vito, familiarmente detto Santu Itu.

Lequile e le leggende di Santu Itu piccinnuBenchè in varie occasioni durante l’anno, la comunità di Lequile ricordi San Vito (tra cui il martedì di Pasqua, Festa della traslazione della reliquia o “Santu Itu Menzanu”, e la IV domenica di giugno “Festa del Santo Patrono” o “Te Santu Itu ranne”), la ricorrenza religiosa principale pare sia la prima che viene festeggiata durante l’anno, quella del 13 febbraio: la “Festa del Patrocinio” o “Santu Itu Piccinnu”.

La leggenda narra di una devastazione che avvenne a Lequile in ragione di fenomeni e cause naturali: ci fu un tremendo nubifragio, la notte del 12 Febbraio (probabilmente dell’anno 1546) che si abbattè sulla cittadina e la furia temporalesca portò gravi rovine solo alla chiesa, lasciando illese le abitazioni: San Vito pur di soccorrere i suoi devoti fece cadere l’impeto distruttivo sulla “sua casa”, la Cappella costruita in suo onore.
Ricostruita la Cappella, da allora, già una settimana prima della festa, la statua di San Vito viene spostata dalla Chiesa Matrice a questo luogo così carico di suggestione; i devoti dalle campagne raccolgono tralci di viti e li portano in Largo San Vito, per dare il via a un falò simbolo di rinascita e forza, in onore del Santo. Anticamente era usanza comprare un tizzone acceso e portarlo a casa, per invocare la protezione del Santo.

Il 12 Febbraio 2014, la processione in onore di San Vito vedrà vari momenti solenni che si susseguiranno, a partire dal mattino, quando la statua del Santo è disadorna di ori in segno di lutto per l’evento del 1546; successivamente vengono collocate accanto alla statua tre bandiere rosse, in ricordo del martirio. Alla sera, la statua farà ritorno alla Chiesa Matrice, ove un nuovo falò terrà compagnia ai fedeli.
Molto caratteristica, sarà la celebrazione di una lirica in versi dialettali dal titolo “le tridici te febbraru”, composta da Matteo Greco, tramandata a memoria da padre in figlio, che mantiene viva la devozione verso il Santo Patrono.

Cosa ci sia di veritiero in questa leggenda, non è dato saperlo; agli uomini di Lequile è data l’intelligenza e la capacità di riflettere su quanto accaduto, di saper valutare le cose in rapporto al senso della vita umana e divina, sia per crescere nel bene, sia perché possano considerare quanto importante è la presenza del Santo, come intercessione divina, nel percorso storico.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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