L’Italiana in Algeri, al Petruzzelli

La Fondazione Petruzzelli presenta “L’Italiana in Algeri”, un dramma giocoso in due atti di Gioachino Rossini, su libretto di Angelo Anelli. Perché ai giovani, oggi, viene “imposta” la musica pop-leggera e agli adulti è “riservata” quella colta? Perché l’interesse per la musica colta cresce con l’invecchiamento dell’individuo? A questi interrogativi ha risposto in questo autunno il Teatro Petruzzelli, insieme a filosofi, sociologi, musicologi di ogni provenienza.  Alla forzata induzione al consumo di un prodotto “usa e getta”, i giovani hanno reagito con una primordiale ma efficace arma di difesa a loro disposizione: partecipare alle rappresentazioni teatrali che vengono messe in scena.
Soprattutto se si tratta di drammi giocosi, come quello che dal 14 al 20 Novembre 2012, il Petruzzelli presenterà.
La prima rappresentazione di questo dramma simpaticissimo, l’ “italiana in Algeri”, avvenne a Venezia al Teatro San Benedetto nel 1813; oggi, per la regia di Jean Pierre Ponnelle, ripresa da Fabio Ceresa, viene riportato in vita a Bari, dove ci si attende un gran consenso di pubblico, fatto soprattutto da giovani.
Il dramma infatti vede protagonisti diversi giocani: durante il Primo Atto, che si svolge nella piccola sala nel palazzo del Bey di Algeri Mustafà, la giovane Elvira, moglie del Bey, si lamenta con la sua confidente di aver perduto l’amore del suo sposo; Elvira dev’essere data in sposa ad un altro giovane, uno schiavo, Lindoro, anche se questi non appare daccordo in quanto innamorato di Isabella.
Si potrà assistere a “Serenate il mesto ciglio”, “Languir per una bella”, “Se inclinassi a prender moglie” con orchestra e Coro della Fondazione Petruzzelli.
Da un vascello, circondata dai corsari scende Isabella, prescelta per ssere la futura sposa di Mustafà; con lei viene catturato anche Taddeo,  suo irriducibile spasimante
Il Bey riesce a convincere Lindoro a condurre via con se Elvira offrendogli in cambio la libertà e il tanto sospirato permesso di ritornare in Italia; intanto riesce a vedere Isabella e se ne innamora.
Ma Isabella lo convince a non lasciare Elvira, e chiede Lindoro come schiavo.

Ma il pubblico del Petruzzelli rimarrà ancor più sorpreso durante il secono atto, mentre si succedonov ari colpi di scena. Il dramma giocoso di Gioachino Rossini vedrà per la prima volta impegnati i nuovi organici orchestrale e corale della Fondazione Petruzzelli: sul podio il maestro Daniele Rustioni permetterà di ascoltare “Uno stupido, uno stolto”, “Viva il grande Kaimakan”,”Ho un gran peso sulla testa”. Maestro del coro sarà Franco Sebastiani, che renderà ancor più drammatiche alcune interpretazioni, come la non rassegnazione di Mustafà a lasciar andar via Isabella. che intanto si ricongiunge a Lindoro. Per una serie di coincidenze, Isabella fa in modo di trovarsi con Mustafà ed Elvira a bere in caffè insieme.
Ma presto Mustafà si rende conto che non la si fa alle donne italiane, son troppo esperte nell’arte di farsi amare.

A firmare scene e costumi, che lascerenno estasiati gli spettatori del Petruzzelli, sarà Jean Pierre Ponnelle. Sul palcoscenico si alterneranno nomi di grande calibro: Simón Orfila (Mustafà), Lavinia Bini (Elvira), Elena Traversi (Zulma), Enrico Marabelli (Haly), Edgardo Rocha (Lindoro), Chiara Amarù (Isabella), Vincenzo Taormina (Taddeo).
Intanto comincia la scena finale e Isabella cerca di infondere coraggio agli schiavi italiani, ricordando che è ormai vicino il momento del loro ritorno in patria, e il coro del Petruzzelli magnificamente suonerà e canterà “Pronti abbiamo e ferri e mani” e “Pensa alla patria”.
Un vascello si avvicina alla loggia del palazzo e imbarca Isabella e Lindoro insieme a tutti gli schiavo italiani. E al Bey, riportato alla cruda realtà da Elvira, non rimane altra scelta che dimenticare le donne italiane e invocare il perdono della docile moglie.

Per info:
Teatro Petruzzelli
Bari
Tel: 080-975.28.10.

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