Lo scarfalietto

Il Teatro Comunale “Luigi Rossi” di Torremaggiore (Fg) nell’ambito della stagione teatrale del 2012, presenta una delle commedie più belle di Eduardo Scarpetta, “Lo scarfalietto”, scritta come è noto nel 1881, ed ispirata all’opera francese “La Boulé” di Meilhac e Halévy. Il personaggio centrale, don Felice Sciosciammocca, risponde al disegno dell’autore di avvalorare le esigenze della sua variopinta fantasia con il controllo del quotidiano; questo mitico personaggio esprime in sé i caratteri fondamentali della commedia napoletana, i quali ricorrono senza alcun dubbio nell’arte di Eduardo De Flilippo.

La stagione del “Luigi Rossi” è inserita nel circuito del Teatro Pubblico Pugliese e vede la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Puglia e dei Teatri Storici Pugliesi. Fin’ora sta riscuotendo un eccellente successo di pubblico, come ogni anno.
Numerose le commedie che si succederanno sul palcoscenico del “Luigi Rossi”, quali “La Bisbetica domata” di William Shakespeare, “Stanno suonando la nostra canzone” di Neil Simon, lo spettacolo musicale “Il Sol ci ha dato alla testa”.

Il 3 marzo sarà la volta della commedia tradizionale napoletana con “Lo Scarfalietto – lo scaldaletto” di Eduardo Scarpetta interpretato da Lello Arena. Il primo atto si svolge nella casa di Amalia e Felice Sciosciammocca, giovani sposi, i quali, a seguito di continui litigi  decidono di separarsi. Nella lite viene coinvolto anche il malcapitato Gaetano Papocchia, uomo curioso e dal carattere singolare, che si rivolge ai coniugi per prendere in fitto una casa di loro proprietà nella quale sistemare la sua giovane amante.
Il pubblico di Torremaggiore ammirerà uno splendido ed esilarante Lello Arena in un vortice inarrestabile di comicità, che risucchierà il pubblico in una spirale di trovate, alle quali diventa impossibile opporre resistenza.
Lello Arena, è oggi come oggi considerato esponente massimo della nuova comicità napoletana, portata alla ribalta dal gruppo teatrale La Smorfia nella seconda metà degli anni 70, assieme a Massimo Troisi ed Enzo Decaro. La commedia a Torremaggiore per questo, sarà un sicuro successo.

La scena del secondo atto è ambientata dietro le quinte del teatro dove lavora l’amante, nel quale fervono i preparativi per il nuovo spettacolo. Qui si reca spesso Don Gaetano, che ricopre di gentilezze la ragazza. E qui capitano anche Felice e Amalia. Nella confusione generale si inserisce anche Dorotea, moglie di Gaetano, che, venuta a sapere della storia di suo marito con la ballerina, è decisa a chiedere giustizia.
Il terzo atto è ambientato in un’aula di tribunale, dove convengono tutti i personaggi della commedia e dove, dopo le testimonianze e le arringhe degli avvocati, la giuria potrebbe proclamare il verdetto finale. Il finale della commedia dunque vedrà il tirare le somme di una folle corsa verso la separazione coniugale, e la perdita di qualsivoglia razionalità residua, a beneficio di una liberatoria sregolatezza.
L’arringa dell’avvocato della signora Sciosciammocca, precipiterà definitivamente il pubblico di Torremaggiore in un turbine ilare. L’attore tartaglia, e appenderà il pubblico al suo filo che più stenta a dipanarsi più costringerà gli spettatori a ridere per le simpatiche e sconsiderate battute.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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