Mielina a Melendugno

Il Carnevale a Melendugno è organizzato dall’associazione “Amici del Carnevale melendugnese” che ha ormai più di 40 anni. Come consuetudine, anche quest’anno Melendugno reciterà una parte da protagonista nella zona per quanto concerne le iniziative dedicate agli ultimi giorni di Carnevale. E come ogni anno c’è da scommettere che gli abitanti anche dei centri vicini saranno attirati dal clima festivo, dalle maschere e dai carri allegorici che verranno allestiti.

Numerose sono le maschere tipiche del carnevale in Salento, a cominciare da “lu Ssciacuddhruzzu”, la maschera tipica del Carnevale Aradeino, che rappresenta uno spiritello piccolino, con pizzetto,  con tanto di ventre e di cappello largo: si narra che la notte si metta sul petto degli uomini e delle donne prese di mira.
“Lu Paolinu” rappresenta invece un povero contadino vestito di stracci, ed è la tipica mascehra del carnevale della Grecìa Salentina: arguto, spiritoso e assiduo frequentatore di osterie, muore e viene arso al rogo ogni anno il giorno di Carnevale omaggiato con sfilate di carri e musica.
“Cicinella”  è una maschera lesta e scaltra, è la figura simbolo del Carnevale di Cursi. Il suo fantoccio dà inizio ai festeggiamenti e sempre a lui, è dedicata la lunga sfilata di carri e maschere.

Ed infine Mielina a Melendugno: “l’ape Mielina” è il personaggio che rappresenta la manifestazione del Carnevale che finisce.
E’ da ricordare che nome di Melendugno della ridente cittadina salentina, rimanda alla produzione del prelibato e ricercato miele qui prodotto da secoli. Infatti lo stemma civico reca l’immagine di un pino con uno sciame d’api.
Nell’antichità, il territorio di Melendugno era caratterizzato da fitte macchie e boscaglie, all’interno e da una zona paludosa e malsana sulla costa: è qui che i Greci portarono alle popolazioni salentine, i Messapi, i primi commerci. E’ qui che si cominciarono a sfruttare i fiori per la produzione del miele.

Melendugno celebra con la maschera Mielina, quella che è la risorsa più grande per l’intera cittadina:  il miele, utilizzato unito al polline per nutrire la covata di operaie e maschisi produce dal nettare, il liquido zuccherino secreto dai fiori degli immensi campi di Melendugno. Viene raccolto sistematicamente dalle api, che lo trasportano nell’alveare utilizzando una sacca detta mellifica, e Mielina rappresenta una piccola ape che trasporta il miele.
Giunta all’alveare, l’ape bottinatrice passa il dolce fardello alle api di casa più giovani, e analogamente, al termine del carnevale di Melendugno, Mielina terminerà il suo “viaggio” durato un anno.

A Melendugno, il miele che si estrae dagli alveari è solo quello che le api producono in sovrappiù al loro fabbisogno, e una volta estratto il miele viene riposto in contenitori igienici sino al momento in cui  verrà invasettato.
Il Salento produce una grande varietà di mieli: di erica, di sulla, di rosmarino, di eucalipto, di castagno, di vitalba, di cardo, di borragine, di agrumi: sono uno dei frutti della biodiversità di un territorio che garantisce nell’intero arco di un anno la produzione di miele di ottima qualità.
Le specie vegetali presenti a Melendugno sono diverse così come diversi sono i periodi di fioritura nel corso dell’anno: ognuno dei mieli prodotti a Melendugno sono millefiori, frutto cioè di differenti nettari, e Mielina rappresenta insieme tutte queste dolci varietà. Peculiare di questo territorio sono il miele di corbezzolo (o miele amaro), raccolto in dicembre e gennaio, e il miele di melata, derivato dalle secrezioni zuccherine degli afidi.

Trascorrere il carnevale a Melendugno, sarà un’ottima occasione per gustare anche il miele tipico della zona preparato nei vari biscotti al Panpepato, nelle Cartellate, negli Sgonfiotti Al Miele, nelle Praline Al Miele, negli Struffoli, nei Porcedduzzi, nei Maritozzi.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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