Mostra di scultura a Bari, Paladino.

Una interesssante mostra a cura di Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca Provinciale di Bari, e di Enzo Di Martino, autore del recente Catalogo generale della scultura di Mimmo Paladino, viene organizzata alla Pinacoteca Provinciale Di Bari “Corrado Giaquinto”. La mostra si intitola “Paladino” e riguarda le opere di Mimmo Paladino uno dei più significativi scultori del nostro secolo.
Le sue numerose mostre personali sono state da sempre allestite in musei pubblici e gallerie private in tutto il mondo; sue opere di pittura e di scultura si trovano in importanti spazi pubblici ed in prestigiose collezioni istituzionali e private. Ora le sue sculture vengono raccolte a Bari, per la gioia di molti estimatori.

Originario di Paduli (Benevento), anche se attualmente vive e lavora sia Benevento che a Milano, nella sua prima fase di artista Paduli ha incentrato la sua opera principalmente sulla fotografia, anche se le sue eccezionali doti di disegnatore, già nel 1977 lo portarono arealizzare un grande pastello sul muro della galleria di Lucio Amelio a Napoli e a partecipare alla rassegna “Internationale Triennale für Zeichnung” organizzata a Breslavia. Si susseguirono da allora le presenze in importanti rassegne internazionali (Biennale di Venezia, Biennale di San Paolo del Brasile, Biennale di Lubiana, Tate Gallery di Londra, Fondazione Mirò di Barcellona, Biennale di Parigi, Kunsthaus di Basilea, National Museum di Pechino, Forte Belvedere di Firenze, Musée Royale des Beaux Arts di Bruxelles) grazie alle quali la sua arte venne conosciuta all’estero e riscosse immediatamente larghi consensi.

A Bari Paladino per quai tre mesi di seguito, presenterà alcune delle sue sculture; la mostra allestita alla Pinacoteca Provinciale, durerà infatti fino al 28 Ottobre 2012, allineando una novantina di sculture in bronzo eseguite negli ultimi trent’anni dall’artista, in grado di documentare l’intero percorso di ricerca espressiva della sua opera plastica.
Il linguaggio visivo di Paladino, che egli usa nelle sue sculture,  non è né narrativo né essenziale: è fluido ed ambiguo perché l’arte, nel suo modo di esprimerla, non deve dare risposte ma formulare domande. E’ questo forse che ha più di tutto attirato consensi e pubblico, fino ad ora.

Durante la sua vita di artista Paladino si è dedicato anche all’attività incisoria: l’acquaforte, l’acquatinta, la linoleografia, la xilografia hanno interpretato magistralmente il carattere spettrale delle sue figure primordiali.
Nelle sue opere l’artista ha spesso immortalato figure e forme ossessive talvolta ispirate all’arte ed ai manufatti provenienti da culture del passato e del presente.

Non sono mancati, durante gli anni del suo lavoro, dipinti monocromatici dalle tinte decise sui quali campeggiano strutture geometriche, ma anche oggetti ritrovati quali rami o maschere.
Attraverso la rivisitazione dell’allegoria e del simbolismo, con Chia, Clemente e Cucchi aveva puntato anche a ripristinare il mito, il mistero e il magico nell’arte contemporanea.

La mostra di Bari espone una attenta selezione di opere di grandi dimensioni come, per citarne solo alcune, l’Assediato del 1992, il Dodecaedro stellato del 2001, l’Etrusco del 2003, un grande Cavallo del 2007 e Don Chisciotte dello stesso anno.
In queste grandiose opere si nota una grande sensibilità psichica, tipica di chi desidera “accelerare” il processo della propria evoluzione, dell’artista che desidera liberare la coscienza dall’oscurità dovuta agli stati d’animo negativi vissuti e di chi desidera diventare consapevole dei propri talenti e delle proprie urgenze di realizzazione e delle capacità che a disposizione per soddisfarle.

È interessante notare che il particolare allestimento della mostra pone l’opera di Paladino in un dialogo ideale con alcuni capolavori della pittura italiana conservati in Pinacoteca, fra cui le quattrocentesche pale d’altare dei Vivarini e il San Pietro Martire di Giovanni Bellini.
Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo che documenta tutte le opere esposte nella mostra e il loro inserimento all’interno della collezione permanente del Museo.

Pinacoteca Provinciale Di Bari “Corrado Giaquinto”
Via Spalato 19 Lungomare Nazario Sauro, 27
Bari
Ingresso: adulti € 2,58
Minori di 18 anni e ultrasessantenni: gratuito
Studenti in visita guidata e Soci Touring : € 0,52
Tel. 080/5412422-3-7

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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