Città di Otranto

Otranto è un piccolo comune che non arriva a 6000 abitanti situato nel punto più a est dell’Italia, e da il suo nome al canale di mare che separa l’Italia dall’Albania, il Canale d’Otranto. Nella preistoria l’area è già fittamente abitata, come testimoniano i numerosi ritrovamenti e reperti archeologici.

Sarà un centro di particolare rilievo per i Messapi, una popolazione approdata sulle coste pugliesi ed aventi origini greche. In seguito nella zona si insedieranno i greci, molto interessati alle coste del sud italiane che venivano utilizzate sia come luogo di fuga dalle incursioni delle varie popolazioni barbariche che si sono susseguite nella penisola greca sia come importanti basi commerciali per ampliare il volume dei traffici nell’area mediterranea. In seguito Otranto diventerà parte integrante del dominio romano sull’Italia.

Otranto

Otranto si trova in una posizione particolarmente favorevole dal punto di vista delle potenzialità di comunicazione e di commercio, e perciò la sua storia è stata sempre determinata sia dal suo continuo sviluppo come porto, sia dell’interesse che tale base posta tra l’Adriatico e lo Ionio significava per le varie popolazioni che si contendevano il dominio del Mare Mediterraneo. Sarà quindo bizantina, gotica, normanna ed aragonese.

Come tutte le città costiere della Puglia anche Otranto patirà numerosi attacchi ed incursioni dei saraceni e dei turchi. Otranto divenne tristemente nona proprio per l’eccidio di parte della popolazione ad opera dei conquistatori turchi nella metà del 1400. Le incursioni dal mare, il progressivo spopolarsi del territorio, la malaria e la crescita delle aree paludose farà sì che Otranto piano piano nel corso del 1600 e 1700 conoscerà una terrbie decadenza ed un calo demografico inarrestabile. Solo nel 1800, diventato ducato del Regno di Napoli le sorti della cittadina si risolleveranno, sebbene la zona sarà sempre caratterizzata da un endemico stato di povertà ed un alto tasso di emigrazione dei suoi abitanti.

Negli anni ’60 Otranto conosce un inversione di tendenza, dovuta al progressivo interesse che gli operatori turistici maturano nell’area del Salento ed in generale di tutta la Puglia. Tale interesse ha contribuito a creare un nuovo indirizzo economico che contribuisce a migliorare l’economia della zona, piuttosto debole, malgrado le ampie capacità produttive di olio e vino ed il mare generoso di pesce.

Una vacanza in Puglia non può escludere Otranto dagli itinerari, sia per il pittoresco borgo antico che per il castello, costruito intorno al 1400 per difendersi dagli assalti dei saraceni nell’epoca del dominio aragonese. Da non mancare la Cattedrale, costruita nell’anno 1000, bell’esempio di fusione tra le architetture paleocristiana romanica e gotica, e, all’interno della stessa il mosaico pavimentale, imponente opera realizzata con pietre calcaree durissime intorno al 1100-1200 che percorre per intero la pavimentazione della chiesa, con rappresentazioni bibliche, animali, scene dell’antico testamento in una festa di simbologie e di eleganza.

Per quanto riguarda i piacer del mare, la costiera a sud di Otranto è prevalentemente fatta di alte scogliere, e di bellissime piccole insenature. Le spiagge più importanti le trovate a Porto Grande ed a Porto Badisco che, vuole la leggenda è il luogo in cui approdò Enea in fuga da Troia.

Verso nord il paesaggio si fa più morbido la costa diventa bassa e si possono trovare diverse spiagge di più grandi dimensioni, Porto Craulo, Conca Specchiulla e la spiaggia di San Giorgio. Nell’area, interessanti dal punto di vista naturalistico i Laghi Alimini, bacini d’acqua dove un tempo erano le paludi.

Otranto è anche interessante da visitare durante le numerose feste e celebrazioni che coinvolgono tutta la cittadinanza, raccolta intorno alla processione dei santi e della madonna. Le due processioni più importanti: una domenica di maggio, che varia di anno in anno la processione di S. Francesco da Paterno, una statua lignea viene portata in processione per la città, ed a cui il sindaco di Otranto consegna simbolicamente le chiavi della città; la processione della Madonna dell’Altomare, una statua raffigurante la madonna che viene portata a spalle dai pescatori, imbarcata su un peschereccio e portata al largo, dove una corona di fiori viene buttata in mare. Al suo ritorno nel porto la celebrazione continua con una messa e con i successivi festeggiamenti che si concludono con fuochi d’artificio.

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