Processione a mare in onore di San Vito Martire

San Vito Martire, patrono della città di Polignano, rappresenta un vero caposaldo per il popolo didella cittadina, testimonianato dai numerosi ex-voto conservati nella Chiesa Matrice. San Vito tradizionalmente protegge i muti, i sordi e singolarmente anche i ballerini, per la somiglianza nella gestualità agli epilettici. E’ anche patrono dei calderai, ramai e bottai.
Si narra che San Vito, appena battezzato, potette vedere il suo Angelo custode che gli consegnò una croce, come presagio del suo martirio: attributo che accompagna sempre le raffigurazioni del Santo.
Quando nel 303 fu emanato dall’imperatore Diocleziano, l’editto di persecuzione contro i cristiani, suo padre cercò di indurlo a rinnegare la religione ma nulla valse a smuovere la fede incrollabile dell’adolescente. Anche la flagellazione fu inutile:  le braccia dei flagellatori si paralizzarono e soltanto per le preghiere di Vito, ritornarono a muoversi.
Dopo altri vari miracoli, morì sul rogo nell’anno 304.
I miracoli si susseguirno anche dopo la morte del Santo, come quello avvenuto a Gangi, paese delle Madonie: quando fu realizzata la statua di San Vito, essa sparì. Fu ritrovata alla chiesa della Madre ma fu deciso di riportarla alla chiesa originaria Santa Maria. Ciò avvenne più volte, finché un mastro del popolo non decise di scolpire due cagnolini di legno e “attaccarli” alla statua. Fu così che la sacra immagine di San Vito restò fissa a Santa Maria. Da allora si dice che San Vito sia anche protettore dei cani.

Ma i miracoli di San Vito non terminano qui. I resti del Santo vennero raccolti di nascosto da una nobildonna: Fiorenza, principessa di Salerno. Ella era stata salvata da una tempesta sul fiume Sele: mentre era per annegare le era apparso S.Vito che la l’aveva liberata dal pericolo. La Principessa, grata del miracolo ricevuto, fece voto a S.Vito di custodire il suo corpo.
Ella si impegnò a trasferire il corpo per un degna e onorifica sepoltura in un luogo detto “Locus Marianus” in Puglia, in conformità al desiderio del Santo. La principessa gli domandò, durante un sogno, dove fosse tale luogo e S.Vito rispose: “Presso il Castrum Polymnianense una volta distrutto dall’esercito di Giulio Cesare”. La principessa Fiorenza, quindi, acquistò alcuni poderi che donò ai Frati Benedettini che allora stavano in quel luogo, perché custodissero le spoglie del Santo.
Quel luogo è dove ora sorge  l’Abazia di S.Vito, in territorio di Polignano a Mare, antico Castrum Polymnianense.
Molti comuni della Valle del Sele (Caposele, Calabritto, Senerchia, Oliveto Citra, Colliano,ecc.) hanno, in memoria del martire luoghi di culto dedicati a san Vito, testimonianza del primitivo culto che Vito ebbe in queste zone.

Polignano ricorda l’evento con una suggestiva processione a mare alquanto inusuale, che vede decine di imbarcazioni, addobbate a festa e stracolme di fedeli a bordo; il Santo, trasportato su un altare galleggiante, conduce i fedeli in un corteo di barche e fiaccole dall’Abbazia di S. Vito al porticciolo di Cala Paguro.

Due reliquie, un frammento dell’osso del ginocchio ed uno dell’osso del braccio che, considerate fonti di miracolose guarigioni, si conservano nella Chiesa Matrice, vengono portate in processione durante la festa patronale. La chiesa Matrice fu cattedrale fino al 1818, e all’interno custodisce anche alcune opere attribuite allo scultore Stefano da Putignano, attivo tra il XVI e il XVII secolo, e l’importante Polittico della Madonna con Bambino e Santi, del XV secolo.
Per tradizione, è qui che la statua di San Vito riceve dal Sindaco le chiavi della città dando inizio alla processione che si conclude in Piazza dell’Orologio dove, con una macchina scenica, l’effige del Santo ascende in trionfo in uno spettacolare altare barocco.

Dalla Rubrica Eventi in Puglia di Puglia.info

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